La disfatta afghana non è finita. Biden prepara la vendetta. L’Italia insiste nel riunire un G20 sull’Afghanistan. Lo scontro tra Isis-K e talebani rende tutto più difficile

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Il G20 straordinario sull’Afghanistan, con il coinvolgimento di Cina e Russia ma anche di Paesi come Arabia Saudita, Turchia e India, rimane la priorità del governo italiano mentre il presidente americano Joe Biden annuncia attacchi mirati per vendicare la strage di Kabul (il cui bilancio è salita a 200 morti). Lo hanno ribadito al ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, arrivato a Roma per una visita di lavoro, il premier Mario Draghi e il numero uno della Farnesina, Luigi Di Maio (leggi l’articolo). Lavrov ha condiviso l’obiettivo: “La presidenza italiana del G20 – ha detto – sicuramente rappresenta la possibilità di intensificare la nostra collaborazione reciproca a differenza del formato del G7, in quanto il G20 riflette la realtà multipolare del nostro mondo”.

Ma questo non significa che il dado è tratto. La Russia, ha detto il ministro degli Esteri, vuole vederci chiaro. “Abbiamo parlato sia con Draghi che con Di Maio: vogliamo capire meglio quale ruolo vedono i nostri partner occidentali per la Russia nel contesto del G20”. E ancora: “Come sempre, se non si fa nulla al tavolo dei negoziati, allora c’è un grande rischio di rinnovare le ostilità. È esattamente quello che è successo. Eravamo pronti a sostenere gli accordi che gli americani hanno concluso con i talebani e che, purtroppo, non sono riusciti a essere attuati, e, probabilmente, non solo per la posizione dei talebani”.

Durante i 45 minuti di colloquio il premier e Lavrov si sono focalizzati sugli obiettivi prioritari da fissare riguardo al dossier afghano: assicurare la stabilizzazione e la sicurezza nel Paese e su scala regionale, far fronte all’emergenza umanitaria in atto e vegliare sul rispetto dei diritti umani, in particolare delle donne. Si è parlato anche della situazione in Libia e in particolare della necessità di proseguire con il dialogo politico promosso a Ginevra dalle Nazioni Unite anche in vista delle elezioni di fine dicembre e della necessità di un rapido ritiro delle forze straniere dal Paese.

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Dopo Palazzo Chigi, Lavrov si è spostato alla Farnesina. Al termine del faccia a faccia con Di Maio, i due ministri hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. Di Maio ha ribadito che conta sulla “collaborazione” della Russia. ”È essenziale uno stretto coordinamento internazionale” sull’Afghanistan, “in questo contesto il dialogo con la Russia è imprescindibile”, perché Mosca è “un attore fondamentale per gestire l’attuale situazione di crisi”. Lavrov ha confermato che il suo Paese considera prioritario preservare la sicurezza dei confini meridionali alla luce della situazione in Afghanistan.

Obiettivo condiviso da Di Maio: “La sicurezza è una priorità, soprattutto per i Paesi confinanti”. Il titolare della Farnesina ha ribadito inoltre che il governo sta studiando un “piano straordinario per il popolo afghano” che conterà su “una cabina di regia interministeriale” e che si occuperà di coordinare “tutte le richieste di solidarietà che ci arrivano in queste ore da sindaci, amministrazioni territoriali, università, associazioni della società civile”.

Il Piano è in dirittura di arrivo. Nel governo c’è la consapevolezza che la crisi umanitaria del popolo afghano non finirà certo il 31 agosto. L’idea che si fa strada in queste ore è quella di organizzare dei corridoi umanitari attraverso i Paesi confinanti con l’Afghanistan. Altro attore di primo piano sul teatro afghano è l’India e Draghi ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro di Delhi, Narendra Modi. “Abbiamo discusso della necessità di una risposta coordinata ai recenti sviluppi in Afghanistan. Abbiamo anche parlato di importanti dossier come i cambiamenti climatici e la nostra cooperazione in ambito G20”, ha dichiarato il premier indiano. A breve il nostro premier dovrbbe sentire anche il presidente cinese Xi Jinping.