Draghi ha poco da esultare. Nel Ddl c’è poca concorrenza. Nessuna revisione delle concessioni balneari. Stralciata dal testo pure la norma sui notai

Draghi concorrenza
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Non c’è la revisione delle concessioni balneari – ma solo una mappatura di quelle esistenti – e non c’è nemmeno la liberalizzazione delle licenze per gli ambulanti. Niente accelerazione per le autorizzazioni di nuovi inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti. Niente per incentivare il ricorso alle gare nel trasporto pubblico locale. Via anche la norma che avrebbe consentito ai notai di operare in tutta Italia.

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la legge sulla Concorrenza (leggi l’articolo) che avrebbe dovuto già presentare entro l’estate. E il testo, per il pressing di partiti e categorie, risulta annacquato con il rinvio delle questioni più spinose. Dagli ambulanti alle regole per l’affidamento dei servizi pubblici locali, il ddl prevede infatti solo delle deleghe per avviare la mappatura entro sei mesi dalla fine dell’iter parlamentare del provvedimento.

Insomma, si interviene sulla falsariga “di quanto ci apprestiamo a fare con il catasto”, osserva il premier. Che rivendica il risultato ottenuto: “Questo governo intraprende una terza strada, che crediamo più efficace. Avviamo un’operazione di trasparenza, e mappiamo tutte le concessioni in essere”.

Ma se festeggiano ambulanti e balneari c’è una norma che apre un varco nelle licenze dei taxi che ha già provocato le ire della categoria. Tanto che la Lega chiede un esplicito riferimento a tutele per chi ha già la licenza. Le materie su cui interviene il ddl vanno dalle nomine dei primari in sanità alla distribuzione dei farmaci, dalla banda ultralarga alle gare per il gas o le concessioni idroelettriche, che sollevano però diversi dubbi nella maggioranza e risposte opposte dalle varie categorie.