Durigon non mollerà la poltrona. L’unica strada resta la sfiducia. Parla il 5S Brescia: il silenzio di Renzi? Opportunista. “Chi vive e studia in Italia è italiano. Serve lo ius scholae”

DURIGON BRESCIA
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Le dimissioni di Claudio Durigon? “In questo Paese ho visto davvero pochissime persone rinunciare ad un posto di potere per questioni simili a quella che ha visto protagonista Durigon”. Ma è proprio per questa ragione che, nonostante i silenzi di Mario Draghi e Daniele Franco, “la mozione a questo punto è l’unica strada sensata con la quale spero si possa porre fine a questo ennesimo increscioso capitolo della stucchevole politichetta italiana”.

Questo il pensiero del deputato del Movimento cinque stelle Giuseppe Brescia in merito alla querelle che vede protagonista il sottosegretario leghista dopo le sue frasi sull’intitolazione di una piazza di Latina – oggi dedicata a Falcone e Borsellino – ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito.

Dunque non si stupisce dell’atteggiamento di Durigon e del silenzio delle destre?
Diciamo che non mi aspetto nulla di sorprendente da parte del sottosegretario leghista. La mozione, ripeto, a questo punto è l’unica strada sensata.

A proposito di silenzi, né Draghi né il ministro Franco hanno proferito parola sul caso Durigon. La sorprende?
La mozione aiuterà a fare chiarezza. Apprezzo la limpidezza di Elio Vito di Forza Italia quando dice che dovrebbe essere il centrodestra a chiederne le dimissioni. Non stupisce il silenzio opportunista di Renzi, mentre vedremo con i fatti e con i voti l’atteggiamento di Giorgia Meloni. Non sono in discussione solo i valori dell’antifascismo, c’è in ballo la difesa della memoria di chi ha combattuto sul campo la mafia dando la propria vita. Anche per questo bisogna andare in fondo e non fermarsi alla polemica ferragostana.

Altro terreno di scontro all’interno della maggioranza è quello dello Ius Soli. Letta ha detto che è una priorità, ma la Taverna ha frenato. A chi si sente più vicino tra i due?
Io mi sento molto vicino a tutti quei giovani che vivono ingiustamente nell’incertezza. Sono profondamente convinto che chi è nato, vive in Italia e conclude un ciclo di studi insieme ai nostri figli, anche se ha genitori stranieri, sia italiano a tutti gli effetti e penso sia arrivato il momento che la politica si occupi seriamente di questo argomento. Senza propaganda, senza illudere nessuno, trovando soluzioni ragionevoli come lo ius scholae.

Diciamoci la verità, sembra che lo Ius Soli non sia un problema solo quando c’è da festeggiare le medaglie olimpiche. La cittadinanza per meriti sportivi, però, non esaurisce il tema, non crede?
Non lo esaurisce affatto. Sarebbe un’ingiustizia nell’ingiustizia occuparsi solo di una determinata categoria e trascurare tutti gli altri ed è un’ingiustizia mediatica a danno dei ragazzi che aspettano questa legge parlare solo di ius soli e aizzare la propaganda. La legge va rivista e aggiornata nel suo complesso. La società in questi ultimi decenni è mutata notevolmente, è ora di mettersi al passo e di dare regole chiare e tempi certi a chi legittimamente vuole ottenere la cittadinanza italiana dopo aver dato prova di essersi integrato.

Come dimostrano le polemiche non solo sullo Ius Soli ma anche sul Ddl Zan, il tema dei diritti civili è stato sempre al centro di uno scontro ideologico. In un governo di larghe intese vede il rischio di un ennesimo flop su questo fronte?
Il rischio c’è eccome, soprattutto se coloro che si dicono paladini di questi diritti poi non fanno seguire i fatti agli appelli. Nella scorsa legislatura il centrosinistra aspettò l’ultimo giorno utile per far fallire miseramente il progetto di revisione della legge sulla cittadinanza. Ora si va verso la fine di questa legislatura e mi sembra di rivedere lo stesso film. Spero vivamente di essere smentito e che si possa discutere nel merito dopo aver approvato definitivamente la legge contro l’omofobia.
Intanto, dopo l’elezione di Conte presidente M5S, si aspetta settembre per la riorganizzazione del Movimento. Nei territori però c’è chi propone il modello Draghi, con Pd e Forza Italia in Sicilia, come il suo collega Cancelleri, e chi quel modello lo ha già messo in pratica (vedi Gragnano)…
Il progetto politico è in fase di rilancio, ma siamo ancora agli inizi. Prima di fare fughe in avanti attenderei di comprendere le mosse di Giuseppe Conte che ha già annunciato che si impegnerà al massimo in tutti i territori in cui il Movimento sarà impegnato con un proprio candidato.