E adesso Mosca minaccia Londra: “Pronti a colpire obiettivi britannici”

L’impegno di Londra al fianco di Kiev sta infiammando i toni dello scontro con Mosca. Che ieri non ha escluso raid su obiettivi britannici

E adesso Mosca minaccia Londra: “Pronti a colpire obiettivi britannici”

L’impegno di Londra e Parigi al fianco di Kiev, nella guerra contro la Russia, sta infiammando i toni dello scontro con Mosca. Che ieri non ha escluso di poter colpire obiettivi britannici. Il premier laburista Andy Burnham ha scelto Kiev per il suo esordio in grande stile sulla scena internazionale, parlando davanti alla cattedrale di Santa Sofia per il 35mo anniversario dell’indipendenza ucraina lunedì scorso. Il premier ha ribadito nelle parole e nei fatti il sostegno “fino in fondo, anima e cuore” di Londra. Ma soprattutto quello che conta per il Cremlino sono i fatti.

E adesso Mosca minaccia Londra: “Pronti a colpire obiettivi britannici”

Burnham ha infatti autorizzato l’azienda di difesa Mbda a condividere con le forze ucraine dei progetti classificati sui componenti britannici del missile Scalp, versione francese dello Storm Shadow, tassello fondamentale per consentire a francesi e ucraini di accelerare sulla produzione in Ucraina di quest’arma a lungo raggio. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che le esercitazioni della ‘Forza multinazionale per l’Ucraina’ – l’iniziativa di peacekeeping nata in seno alla coalizione – “saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre”. Ma prima dello Scalp, Londra aveva scatenato l’ira della Russia coi droni sempre ‘Made in Britain’ inviati a Kiev per colpire in profondità il territorio della Russia.

Giocare con il fuoco

La decisione di Regno Unito e Francia di trasferire tecnologia militare all’Ucraina equivale a “giocare con il fuoco” e potrebbe avere conseguenze imprevedibili, anche per Londra e Parigi, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. E detto ancora più esplicitamente: la Russia potrebbe attaccare qualsiasi struttura militare britannica, “all’interno o all’esterno dell’Ucraina”, per rappresaglia agli attacchi ucraini sul territorio russo con armamenti forniti da Londra, ha chiarito.

“Invitiamo tutti i cittadini del Regno Unito a riflettere sulle inevitabili e catastrofiche conseguenze dei passi ostili delle loro autorità – ha spiegato -. Al governo britannico proponiamo di analizzare attentamente la situazione e di rinunciare immediatamente e con decisione all’atteggiamento ostile e aggressivo, che può solo prolungare l’agonia del regime neonazista di Kiev e creare rischi di un’escalation del conflitto a un livello completamente nuovo”.

Il Cremlino minimizza

Il capo della Cia John Ratcliff avrebbe usato il suo breve viaggio a Mosca per fare pressione sulla Russia affinché non attacchi gli alleati della Nato. Le notizie dei media su una presunta intenzione della Russia di attaccare la Nato “non hanno niente a che vedere con la realtà” e sono solo “spauracchi”, ha minimizzato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Allo stesso tempo – ha proseguito il portavoce del presidente Vladimir Putin – la Federazione Russa si trova ad affrontare una politica molto aggressiva nei suoi confronti da parte dei Paesi europei”.

Preparsi alla guerra

Fatto sta che spauracchi o no, Londra sta accelerando la revisione dei suoi piani di difesa nazionale e si prepara a lanciare una campagna di informazione pubblica su come affrontare un’emergenza sullo sfondo di “minacce” sempre più concrete da parte della Russia. Burnham sta preparando una campagna pubblicitaria per invitare le famiglie a dotarsi di scorte di base – come cibo in scatola e acqua in bottiglia – in vista di interruzioni prolungate legate ad azioni ostili di Stati stranieri o attacchi informatici.

Era stato il governo Starmer l’anno scorso a iniziare la revisione dei piani nazionali di emergenza per far fronte a ipotetiche azioni di guerra dirette da Mosca (o da altri Stati ostili), in forma convenzionale, non convenzionale o di potenziali cyberattacchi e sabotaggi massicci. I piani attuali, infatti, sono vecchi di 20 anni. Si è parlato anche di “nuovi bunker” più sicuri per blindare i vertici del governo, i mezzi d’informazione pubblici o i depositi di risorse cruciali alla sopravvivenza. Kiev intanto auspica nella ripresa dei colloqui con la Russia già a settembre.