Il nuovo e inquietante rapporto intitolato โLโessenza dellโinfanzia รจ stata distruttaโ, pubblicato dalla Commissione internazionale indipendente dโinchiesta delle Nazioni Unite e presieduta da Srinivasan Muralidhar, formula unโaccusa grave: le forze israeliane avrebbero preso deliberatamente di mira i bambini palestinesi, indicandone le condotte come elemento centrale per sostenere lโintento genocida dello Stato ebraico a Gaza. Il documento esamina le violazioni perpetrate ai danni dei minorenni dal 7 ottobre 2023 fino alla primavera del 2026, evidenziando che le aggressioni sarebbero proseguite anche dopo il cessate il fuoco concordato nellโottobre 2025. Tra i risultati dellโindagine emergono dati considerati solidi e di difficile contestazione. I bambini costituirebbero circa il 30% delle vittime complessive del conflitto: oltre 20.000 minori uccisi e 44.000 feriti dallโinizio delle ostilitร . Secondo la Commissione, colpire deliberatamente i bambini equivale ad attaccare โla capacitร stessa del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuroโ. Lโaccanimento sistematico, unito allโuso continuato di munizioni ad alto potenziale in aree densamente popolate, sarebbe coerente con lโobiettivo di distruggere la comunitร . Il rapporto documenta inoltre episodi specifici, tra cui lโimpiego di droni che sganciano bombe su gruppi di bambini che giocano a calcio e lโazione di cecchini contro minori, oltre al fuoco aperto da pattuglie su ragazzi disarmati, lasciati morire dissanguati senza consentire lโarrivo dei soccorsi. Gli attacchi mirati contro centri di terapia neonatale, strutture di maternitร , orfanotrofi e scuole sono descritti come parte di una strategia calcolata per smantellare le fondamenta sociali, educative e riproduttive della popolazione di Gaza. Il governo israeliano ha respinto con decisione il rapporto, definendolo una โfarsa calunniosaโ e una โpropaganda diffamatoriaโ. Secondo Israele, la Commissione sarebbe parziale e non terrebbe adeguatamente conto del fatto che Hamas utilizzerebbe civili e bambini come scudi umani.
MORALMENTE INACCETTABILI
Tuttavia, si ritiene moralmente inaccettabile che lโinfanzia possa essere considerata un bersaglio, anche nei periodi piรน bui della storia umana. Quando tale limite รจ non soltanto superato, ma progressivamente demolito con metodo, viene meno lโimpalcatura stessa del diritto internazionale umanitario. Lโultimo rapporto dellโOrganizzazione delle Nazioni Unite non si limita a elencare episodi di violenza: impone di confrontarsi con una realtร che appare difficilmente negabile. A Gaza, i bambini sarebbero diventati un obiettivo. Affermare che Israele โprende di mira deliberatamenteโ i minori non รจ uno slogan di parte: รจ la conclusione legale, basata su elementi investigativi, di un gruppo di lavoro internazionale. In questo quadro, la tesi del โdanno collateraleโ, a lungo invocata dalla diplomazia di Tel Aviv per giustificare la devastazione della Striscia, perderebbe definitivamente credibilitร .
NON CHIAMATELI IMPREVISTI
Non รจ possibile parlare di โeffetti imprevistiโ quando continuano a cadere bombe ad alto potenziale su campi profughi, quando droni colpiscono bambini che giocano a pallone e quando il blocco degli aiuti provoca morti per inedia nei reparti neonatali. La Convenzione sul Genocidio del 1948 richiede, infatti, una prova specifica: lโintento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Dimostrare lโintento รจ la sfida giuridica piรน complessa dinanzi ai tribunali internazionali. Eppure, come ricordato dal presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar, lโinfanzia rappresenta il futuro di un popolo. Eradicare i bambini, traumatizzarne la mente in modo irreversibile, affamarli e distruggere le scuole significa impedire a quel gruppo – biologico e sociale – di rigenerarsi.
CONDOTTA SISTEMATICA
Lโaccusa di genocidio non si fonderebbe piรน soltanto su dichiarazioni incendiarie di esponenti dellโestrema destra israeliana, ma su una condotta militare sistematica che considererebbe lโintera popolazione civile di Gaza, inclusi i neonati, come unโestensione del nemico da combattere. Lโassimilazione collettiva del popolo gazawi a Hamas avrebbe trasformato la Striscia in una zona descritta come โa umanitร zeroโ. La reazione di Israele, che liquida il lavoro delle Nazioni Unite come โpropaganda diffamatoriaโ, non sorprende piรน. A sorprendere e a indignare รจ, invece, lโinerzia della comunitร internazionale. Anche dopo i tentativi di tregua, le violazioni continuerebbero quotidianamente, sotto lo sguardo di governi occidentali che per decenni si sono presentati come custodi dei diritti umani e che oggi assisterebbero quasi in silenzio al collasso morale dellโordine globale.
DIRITTO ALLA SOPRAVVIVENZA
Se le regole della convivenza internazionale non trovano applicazione per proteggere una bambina di otto anni su una spiaggia di Khan Yunis o un quattordicenne che muore dissanguato davanti a una pattuglia indifferente, allora tali regole non valgono per nessuno. Non viene colpito soltanto il futuro di Gaza, ma lโidea stessa che ogni bambino, ovunque nasca, possieda un diritto naturale alla sopravvivenza.
Vincenzo Musacchio, Professore di strategie di contrasto della criminalitร organizzata Associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) Rutgers University Newark (USA)