Ringraziamo Giorgia per i rincari

Tirati fuori tutti gli argomenti possibili per distrarci, prima di mandar giù l’ultima fetta di panettone ci hanno aumentato qualunque cosa.

Tirati fuori tutti gli argomenti possibili per distrarci – dalle vacanze di Conte alla riforma della Costituzione – prima di mandar giù l’ultima fetta di panettone ci hanno aumentato qualunque cosa: dalla benzina alle autostrade, dalle assicurazioni ai mutui.

Giorgia Meloni

Un bel modo di cominciare l’anno, che ha precisi responsabili. Certo, la guerra ha il suo peso, ed è incredibile che l’Italia al pari dell’Europa si limiti ad alimentare il conflitto inviando armi e mettendo sanzioni piuttosto che assumere una qualunque iniziativa diplomatica.

Allo stesso modo incide la stretta delle banche centrali per contenere l’inflazione, dovuta anche alle enormi masse monetarie messe in circolo nella fase più acuta della pandemia. Ma per molti dei prezzi in salita la responsabilità è esclusiva del governo. Il prezzo della benzina, ad esempio, è schizzato per la fine della tregua sulle accise.

Sono tornate, in parole semplici, quelle imposte che Salvini aveva promesso di cancellare al primo Consiglio dei ministri non di questa ma della precedente legislatura, ovviamente senza mai rispettare l’impegno.

E che dire delle tariffe autostradali? Solo pochi mesi fa lo Stato si è dissanguato per liquidare con otto miliardi la concessione data negli anni novanta ai Benetton, e ora che a gestire tutto è la Cassa Depositi e Prestiti, dove il capo azienda è nominato dal ministero dell’economia, si mettono le mani in tasca agli automobilisti esattamente come prima.

L’anno inizia male, dunque. Ed è paradossale come si faccia finta che la Meloni non ci colpi.

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