Un bilancio in chiaroscuro. Con qualche aspetto positivo, ma tanti – forse troppi – decisamente critici. L’abolizione del bollo auto, anzi l’esenzione per il 2027, viene scandagliato dall’Ufficio parlamentare di bilancio e a emergere sono sia i problemi sul rendere strutturale la misura sia quelli sugli effetti, che potrebbero essere limitati a meno della metà dei veicoli italiani.
L’esenzione nel 2027 dovrebbe raggiungere il 73% delle famiglie che possiedono almeno un veicolo, spiega l’Upb sottolineando che i benefici sarebbero “in proporzione superiori per quelle con minore capacità di spesa”. La prima analisi è quindi positiva, considerando che la misura interviene su un tributo che “incide fino a sei volte di più sui bilanci delle famiglie meno abbienti rispetto ai nuclei più agiati”.
Esenzione del bollo auto, l’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio
Ma i primi nodi vengono al pettine quando si entra nel dettaglio dell’analisi. Innanzitutto la platea: nel 2027 verrebbe coinvolto circa il 45% dei veicoli e il 65% degli intestatari, raggiungendo comunque il 73% delle famiglie con un veicolo. Se consideriamo anche le famiglie senza veicoli,, la quota dei nuclei beneficiari scenderebbe al 63%. La quota del tributo coperta dall’esenzione raggiungerebbe circa il 45% nei primi decili della distribuzione, contro il 29% nell’ultimo. Il beneficio sarebbe comunque più rilevante per le famiglie meno abbienti: in rapporto alla spesa varrebbe l’1,1% nel primo decile e lo 0,2% nell’ultimo.
Ma restano alcune criticità, soprattutto se si pensa all’ipotesi di rendere strutturale la cancellazione del bollo auto, a partire dalla discontinuità introdotta dalla soglia degli 80 kW (che introdurrebbe anche una discontinuità nel trattamento fiscale dei veicoli, con possibili effetti sul mercato dell’usato e sulle scelte dei produttori), dallla necessità di individuare coperture strutturali e passando per gli effetti sull’autonomia finanziaria delle Regioni, che vedrebbero sostituito il gettito del tributo con un trasferimento statale. Se la misura diventasse permanente, il rischio sarebbe quello di indebolire la responsabilità fiscale delle Regioni, con incertezze anche sui criteri di ripartizione delle compensazioni fiscali.
Il Codacons sottolinea: coinvolti meno di metà dei veicoli
I dati sul bollo auto diffusi oggi dall’Ufficio parlamentare di bilancio confermano le stime del Codacons, che “fin da subito aveva evidenziato come i numeri forniti in un primo momento dal governo circa le vetture che avrebbero beneficiato del taglio fossero sovrastimati”. L’associazione sottolinea che la misura riguarderebbe solo il 45% dei veicoli e non il 70% indicato dal governo, coinvolgendo soprattutto autovetture e solamente nel 2% dei casi i motocicli.