Serviva un miracolo e a farlo è stato Matteo Salvini: per la prima volta Taxi e Ncc si sono trovati uniti, d’accordo su qualcosa. D’accordo, nello specifico, sulla protesta contro il caro carburanti e sul mancato intervento del governo. Insieme si sono riuniti sotto il ministero dei Trasporti a Roma per chiedere interventi definiti contro il caro carburanti. Non possono bastare i price cap fissati dalle aziende, tanto più che la proroga fino a fine anno – prima di Eni, ieri anche di Q8 – non prevede un prezzo preciso ma è suscettibile alle oscillazioni del mercato.
La protesta di taxi e Ncc contro il governo
Tassisti e Ncc si ritrovano così a chiedere di aprire il dialogo con il governo, ma non escludono uno sciopero nel caso in cui non vengano ascoltati. Il problema è quello del livello “insostenibile” dei prezzi del carburante e a partecipare al presidio promosso da Uri, itTaxi e Unicoop sono state centinaia di persone. Tre sono le richieste rivolte al governo: interventi sul credito d’imposta, sgravi fiscali o la possibilità di acquistare carburante a prezzi calmierati e incentivi ecologici per rinnovare il parco auto.
Walter Sacco, rappresentante di itTaxi, spiega che è stata inviata una “richiesta di ascolto ed è stata disattesa”. Per questo motivo “lo sciopero non è escluso”. La manifestazione di ieri è solo il primo passo, ma non è esclusa la necessità di “fare un salto per un confronto più duro”, secondo Sacco. Anche Loreno Bittarelli, presidente di Uri Taxi, spiega che sono state consegnate le richieste al ministero e ora sono in attesa di una convocazione da parte di Salvini. Al presidio di ieri non c’erano le organizzazioni dei tassisti legate ai sindacati confederali e autonomi, che saranno in piazza oggi a Firenze.
Caro carburanti, il bluff del price cap: prorogato ma senza sapere a che prezzi
Il problema è sempre quello del caro carburanti, con i prezzi di benzina e gasolio che non scendono. Dopo Eni, anche Q8 ieri ha ufficializzato la proroga del price cap fino alla fine dell’anno, come promesso dall’emiro del Kuwait durante l’incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ma l’estensione fino a fine anno non fissa un prezzo. Si promette di calmierare i costi, ma non si sa a quale cifra, con la possibilità che aumenti rispetto agli attuali 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 per il gasolio.
Q8 spiega che l’iniziativa proseguirà “secondo un approccio modulare, che tenga conto dei diversi modelli operativi presenti nella rete di distribuzione dell’azienda” e si riserva di definire “la modalità applicativa” considerando anche l’evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento. Detto in altre parole, tanto Q8 quanto Eni potrebbero alzare il price cap sui carburanti in caso di nuove impennate delle quotazioni. Mentre tassisti e Ncc sono sul piede di guerra.