Vertici su vertici, ma la quadra sulla Manovra ancora non si trova. Il via libera non arriverà neanche oggi, con il Consiglio dei ministri che dovrebbe essere convocato per domani alle 12. In ogni caso l’approvazione arriverà soltanto dopo aver concluso le interlocuzioni con l’Ue sulla clausola di salvaguardia. Il confronto, fanno sapere da Bruxelles, continua e spetta all’Italia valutare come utilizzare la flessibilità per l’energia. Poi sarà la Commissione a valutare se si tratta di misure compatibili con il quadro comunitario.
Manovra, Tajani si arrende al contributo sulle banche e la maggioranza cerca misure elettorali
Intanto si iniziano a definire alcune misure, a partire dal contributo di banche e assicurazioni su cui anche il vicepresidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, alla fine ha dovuto cedere. Intanto l’obiettivo di tutti, in maggioranza, è quello di puntare su misure immediatamente spendibili in campagna elettorale. La Lega torna all’assalto con le pensioni: il Carroccio vorrebbe intervenire sulla legge Fornero ma il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, invita alla prudenza.
Gli altri alleati preferiscono un intervento sulle pensioni minime ma puntano soprattutto su misure di altro genere, come quelle per le famiglie e per le imprese. Resta complicata l’ipotesi di tagliare l’Irpef per il ceto medio, fino a 55mila euro di reddito, essendo una misura ritenuta di impatto difficilmente valutabile nel breve tempo e quindi con scarso ritorno elettorale. Meglio puntare, allora, su in nuovo intervento sul cuneo fiscale, da subito riscontrabile in busta paga.
La Manovra vale un totale di 23,5 miliardi, di cui 14 destinati a energia e difesa dopo la trattativa con l’Ue. Nei nove miliardi rimanenti dovrebbero rientrare le misure per i giovani in tema di stipendi, con sgravi fiscali per i neo assunti, per le madri lavoratrici e per gli anziani, con un contributo sulle spese sanitarie che permette di coprire visite ed esami effettuati in regime privato.