Fermare il cancro è un dovere. Ma nessuno tocchi il vino italiano. Parla la 5S Gemma: basta con le battaglie ideologiche. “Il bollino nero sulle bottiglie? Una trovata folle”

Brevetti vaccini Gemma
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Che il cancro sia la malattia del secol, non c‘è dubbio. E bene fa l’Unione europea ad elaborare un piano ad hoc, ma “mettere un bollino nero sulla bottiglia di vino e uno verde su una bevanda gasata e piena di dolcificanti artificiali è una follia”. Un’evidente bocciatura quella dell’eurodeputata pentastellata Chiara Gemma sull’idea che sta spaccando Bruxelles: un alert sanitario sulle bottiglie da inserire nel “Cancer Plan”.

Al di là di tutto, non c’è dubbio che il tema sia di quelli importanti.
Il cancro è la malattia di questo secolo. Nel 2020 sono stati 2,7 milioni i casi diagnosticati nell’Unione europea e 1,3 milioni di persone hanno perso la vita a causa di questa malattia. Noi pensiamo che l’Unione europea debba mettere in campo le stesse risorse e le stesse energie che ha utilizzato nella lotta al Coronavirus. Servono misure concrete, maggiori investimenti nella ricerca e basta disuguaglianze nei trattamenti terapeutici. Tutti devono avere le stesse opportunità di cura ma dobbiamo evitare i facili slogan.

Cosa vuol dire?
Un bicchiere di vino è cosa ben diversa dall’abuso di alcol e ci dispiace che nella bozza delle conclusioni della Commissione parlamentare speciale per la lotta contro il cancro si sia voluto inserire questo riferimento fuori luogo.

Il settore vinicolo italiano è in forte trepidazione. C’è il rischio di una criminalizzazione?
Sì. Mettere un bollino nero sulla bottiglia di vino e uno verde su una bevanda gasata e piena di dolcificanti artificiali è un controsenso, una follia che potrebbe però mettere in ginocchio un settore che offre lavoro a oltre 1 milione di cittadini. L’Italia è leader mondiale nella produzione di vino, il Veneto è la prima regione produttrice, poi c’è la mia regione, la Puglia. Da Nord al Sud molte aziende vinicole hanno investito molto nel biologico e nei vini naturali, il settore va aiutato non ostacolato.

Non è peraltro la prima volta che il made in Italy viene colpito…
No, dal Prosek al Nutriscore gli attacchi europei contro il Made in Italy sono troppi, ma noi siamo testa dura e non molliamo. Ieri i Ministri del M5S Di Maio e Patuanelli hanno presentato il Nutrinform, una etichettatura alternativa al Nutriscore che tutela le eccellenze enogastronomiche italiane ed europee e informa correttamente il consumatore sulle proprietà organolettiche degli alimenti. L’UE segua la strada indicata dall’Italia.

Cosa potrebbe accadere se l’etichetta nera sul vino non venisse cancellata?
Nessun allarmismo, quelle del Parlamento europeo sono solo raccomandazioni. Gli Stati membri hanno il potere decisionale e in Italia una cosa del genere non passerà mai. Tutte le forze politiche sono unite su questo tranne qualche caso isolato.

Quali sono ora i prossimi step?
Concentriamoci sulla promozione di nuovi stili di vita sani ed equilibrati, sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e sulla qualità di vita dei malati. Nella relazione del Parlamento europeo sono previste 10 iniziative faro e 32 azioni di supporto che intervengono sulle cause, come ad esempio lo smog e l’alimentazione errata. La Commissione lavori su queste priorità e lasci da parte le battaglie ideologiche.