Ai ballottaggi di queste ultime amministrative il centrodestra vince in 3 capoluoghi su 6 (Arezzo, Lecco e Macerata) e il centrosinistra negli altri 3 (Agrigento, Chieti e Trani). Considerando il totale dei 18 capoluoghi al voto in questa tornata, secondo le elaborazioni di Youtrend, il centrosinistra passa da 8 uscenti a 10 eletti e il centrodestra da 5 a 6, mentre i sindaci civici o espressi da altri partiti calano da 5 a 2. Dunque la considerazione di Giorgia Meloni (“I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra”) non ha poi così tanto fondamento.
Finisce in pareggio la sfida dei ballottaggi ma su 18 capoluoghi 10 vanno ai progressisti
“Nei capoluoghi rimangono i rapporti di forza precedenti tra centrodestra e centrosinistra con una contrazione generale dei sindaci ‘civici’, o comunque non riconducibili ai due schieramenti. I capoluoghi che cambiano colore sono 7 su 18, non pochi: più di un capoluogo su tre. Ai ballottaggi” i passaggi da destra a sinistra e da sinistra a destra di “Agrigento e Lecco si compensano a vicenda. Per il resto, non ci sono grossi scossoni”, dichiara all’Ansa Lorenzo Pregliasco di Youtrend. Sempre secondo le elaborazioni di Youtrend, in 50 dei 118 comuni con più di 15 mila abitanti al voto per queste amministrative il sindaco eletto al primo turno o al ballottaggio è di centrosinistra, in 40 è di centrodestra e in 28 è un candidato civico o espressione di altri partiti. Gli uscenti erano invece 59 di centrosinistra, 42 di centrodestra e 17 civici o di altri partiti.
Spaccature e conferme
Ad Agrigento Michele Sodano (centrosinistra) batte col 72,3% Dino Alonge (FI-FdI-Udc e autonomisti). Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze al primo turno. Ma Gentile aveva escluso apparentamenti e dunque la sinistra ha avuto la meglio. Ad Arezzo si conferma il centrodestra con Marcello Comanducci (centrodestra) che si impone su Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra) col 55,8%. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto.
La riconferma
A Chieti si conferma il centrosinistra con Giovanni Legnini che vince la sfida con il 52,3% con Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega al primo turno. Sicari aveva poi trovato un accordo con le liste che al primo turno avevano sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. Il candidato di centrodestra aveva stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%). Ma non è bastato.
A Lecco il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni perde la sfida con l’uomo di centrodestra Filippo Boscagli, ex capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che si è imposto col 52%. A Macerata il ballottaggio è scattato per una manciata di voti: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, era in testa con il 49,96% delle preferenze. Indietro lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,95%). Quest’ultimo, dal 26 maggio in poi, ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un’intesa con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee. Ma non è bastato. Parcaroli si è imposto col 54,3%. A Trani, dopo due mandati targati Pd, si riconferma Marco Galiano (51,1%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S.
Fallito il ribaltone a Vigevano
Resta governata dal centrodestra Vigevano, il comune più popoloso della Lombardia: il nuovo sindaco è Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia e dalla civica Lab27029, che ha ottenuto il 57,3% dei voti. Sconfitta quindi Rossella Buratti, candidata sostenuta da tutto il campo largo ferma al 42,6% dei voti, che era stata la più votata al primo turno con il 34,3%, contro il 24,3% di Previde Massara che però ha preso una parte dei voti dei due candidati del centrodestra esclusi dal ballottaggio, e cioè l’ex assessore Riccardo Ghia, sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia che aveva preso il 21,4%, e Furio Suvilla, il candidato sostenuto da Roberto Vannacci che era stato con il 14,2% la sorpresa del primo turno.
Al voto 148 comuni della Sardegna
Si votava al primo turno anche in 148 comuni della Sardegna. Il sindaco uscente Graziano Milia, coalizione civica del campo largo senza simboli di partito, in netto vantaggio a Quartu Sant’Elena sugli sfidanti Marco Porcu (centrodestra) e Roberto Matta (civico). Risultati ancora non ufficiali a Elmas, ma l’ex sindaca Maria Laura Orrù, dai social esulta per il ritorno in Comune e per la vittoria sull’altra lista di centrosinistra guidata dal medico Giovanni Maria Fois.