In migliaia tentano la fuga. Una folla in coda all’aeroporto di Kabul. Biden: “È una delle evacuazioni più difficili della storia”

Afganistan Kabul
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Le strazianti immagini di madri disperate che tentano di mettere in salvo i propri figli passandoli ai soldati all’aeroporto di Kabul cercando di farli partire verso l’occidente con la speranza di un futuro migliore sono molto più eloquenti di mille parole. E sono la dimostrazione plastica del terrore nel quale – a dispetto delle “promesse” dei talebani – l’Afghanistan è ripiombato dopo che i fondamentalisti sono tornati al potere dopo 20 anni. Nelle loro comunicazioni ufficiali, affidate per lo più al portavoce Zabihullah Mujahid, i capi del nuovo regime hanno assicurato “moderazione e il via libera ai civili che vogliano lasciare Kabul”, ma la realtà appare molto diversa: testimoni e giornalisti stranieri raccontano di posti di blocco dei talebani per impedire l’accesso allo scalo, mentre da giorni si rincorrono notizie di almeno una dozzina di morti, colpiti dai proiettili o schiacciati dalla calca.

SCALO STRATEGICO. Anche Jens Stoltenberg, segretario generale Nato, alla riunione dei ministri degli Esteri straordinaria che si è tenuta ieri (leggi l’articolo) ha ammesso che “La maggior sfida che affrontiamo è garantire che le persone possano raggiungere l’aeroporto di Kabul ed entrarvi. Ci aspettiamo che i talebani assicurino il sicuro passaggio di tutti gli stranieri e degli afghani che vogliono lasciare il Paese”.

Si tenta il tutto per tutto per fuggire da un Paese in cui regna il caos, con l’aeroporto Hamid Karzai preso d’assalto da giorni da migliaia di persone che cercano di assicurarsi un salvacondotto e un accesso agli aerei salvavita. “Ci sono circa 10mila persone, tra dentro e fuori l’aeroporto, che cercano di salire sui voli di evacuazione. I pazienti che arrivano da lì non hanno voglia di parlare perché sono in una situazione di grave stress post traumatico”, spiega Alberto Zanin, coordinatore medico di Emergency dalla capitale afghana (leggi l’articolo).

I feriti che arrivano nella struttura della Ong fondata da Gino Strada sono però solo una parte, secondo la portavoce del governo tedesco di Angela Merkel, un cittadino tedesco è stato ferito da un colpo di arma da fuoco sulla strada per lo scalo e la situazione sarebbe sempre più complessa con il passare delle ore: secondo il Wall Street Journal, personale militare avrebbe usato gas lacrimogeni per cercare di controllare la folla di persone.

Un alto funzionario occidentale ha aggiunto che i soldati avrebbero anche sparato colpi in aria per disperdere la folla, ma non è chiaro se si tratti di militari statunitensi o di altre nazioni, presenti nello scalo per le operazioni di evacuazione. “Abbiamo notizie ufficiose – ha aggiunto Zanin – di talebani che entrano nelle case di ex attivisti, artisti e persone che si erano schierate in passato contro il regime talebano per cercare armi e documenti, che possono rovinare la loro reputazione in città”.

RESISTENZA. Non mancano tentativi di resistenza anti talebana, come quella organizzata da Ahmad Massoud, figlio del comandante della ‘Valle dei cinque leoni’, che impedì l’ingresso in Panjshir a sovietici e talebani. Ma le speranze sono flebili, come ha affermato ieri Putin dopo l’incontro con la Mekel a Mosca, “I talebani controllano quasi tutto l’Afghanistan, questa è la realtà con cui abbiamo a che fare”. L’auspicio dei leader occidentali, Merkel in testa, è che la Russia contribuisca a intervenire con tutto il suo peso nei confronti dei talebani per portare fuori dal Paese il maggior numero possibile di quelle forze locali che negli anni hanno lavorato fianco a fianco con i diplomatici, i militari e i politici.

Biden: “È una delle evacuazioni più difficili della storia”

“Gli Stati Uniti sono l’unico Paese al mondo a poter organizzare un’evacuazione del genere e rispetteranno i loro impegni”, ha detto Joe Biden parlando alla Casa Bianca. “Dal 14 agosto gli Usa hanno evacuato dall’Afghanistan circa 13 mila persone, oltre ad aver facilitato altri voli charter”. L’operazione di evacuazione da Kabul è “una delle più difficili della storia”, ha aggiunto il presidente Usa, affermando che non è in grado di garantire “l’esito finale” di questa rischiosa operazione.

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