Garlasco, i legali di Sempio al contrattacco: cinque consulenze per smontare le certezze della procura di Pavia

“L’impronta 33”, il Dna; le impronte delle scarpe e gli audio captati dagli investigatori. E gli amanti della serie Garlasco ringraziano

Garlasco, i legali di Sempio al contrattacco: cinque consulenze per smontare le certezze della procura di Pavia

La “battaglia di Garlasco” si combatte anche a colpi di consulenze, memorie, impronte, audio, Bloodstain Pattern Analysis e scarpe larghe. Soprattutto scarpe larghe. Perché nel grande risiko giudiziario che da 18 anni avvolge il delitto di Chiara Poggi, l’ultima trincea della difesa di Andrea Sempio passa anche dalla pianta del piede.

Il contro-dossier della difesa: 5 consulenze per smontare le tesi della Procura

E così, mentre la Procura di Pavia si prepara a chiedere il rinvio a giudizio del 38enne, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia rispondono con un contro-dossier degno di una serie crime: cinque consulenze tecniche più una memoria sui famosi “soliloqui” intercettati in auto. Traduzione: tutto quello che l’accusa considera granitico, la difesa prova a trasformarlo in sabbia.

Parola d’ordine: smontare

Un “contrattacco” che arriva nell’ultimo giorno utile per il deposito delle consulenze tecniche. La parola d’ordine è: smontare. Smontare la Bpa, cioè la Blood Pattern Analysis. Smontare “l’impronta 33”, quella che per gli investigatori sarebbe riconducibile a Sempio. Smontare il Dna. Smontare le impronte delle scarpe. E soprattutto smontare gli audio captati dagli investigatori, quei monologhi in macchina che, secondo la Procura, avrebbero il sapore della confessione e che, secondo la difesa, invece, sarebbero poco più che commenti da “binge watching” criminale. Vaniloqui senza alcun valore al fine della prova. Che però hanno già fatto il giro dei media.

“Non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast”, spiegano i legali. In pratica: non confessioni, ma recensioni. Roba da forum, da true crime ascoltato mentre si è in tangenziale. Per questo depositeranno una “memoria con allegati” che servirà a “contestualizzare” quegli audio e a renderli “spiegabili”.

Ormai è puro intrattenimento

Del resto, nel caso dell’omicidio Poggi, il confine tra investigazione e intrattenimento si è perso: tutti guardano la tv, tutti confrontano dati ed evidenze, tutti hanno una teoria su Garlasco. E in  questo clima da perenne processo mediatico, ogni parola intercettata rischia di diventare un indizio e ogni pausa un’ammissione.

La scarpa? Troppo stretta quella pianta del piede per essere di Sempio

La difesa, però, prova a riportare tutto alla concretezza, che passa dai centimetri e delle misure reali. “Siamo usciti dalla logica del numero di scarpa”, spiega il consulente Armando Palmegiani, “non conta il numero. Conta la larghezza della pianta del piede”. E qui starebbe il punto: il piede di Sempio sarebbe troppo largo rispetto alle impronte lasciate nella villetta di via Pascoli. “Ci siamo basati sulle misure reali e la larghezza della pianta di Sempio supera quella della suola a pallini impressa nel sangue”, aggiunge Palmegiani.

Non una mera “questione sartoriale”, ma uno dei nodi centrali dell’intera inchiesta. Perché il delitto di Garlasco è anche questo: una vicenda dove per quasi vent’anni dettagli minuscoli diventano giganteschi. Un’impronta. Una traccia genetica. Una telefonata. Una bicicletta. Una scarpa. Tutto viene ingrandito fino a diventare simbolo assoluto di colpevolezza o innocenza.

E allora ecco gli esperti di genetica, quelli delle impronte, i dattiloscopisti, i consulenti medico-legali. Una guerra di specialisti dove ogni perizia ne genera un’altra e ogni certezza dura lo spazio di una conferenza stampa.