Altro che giustizia a orologeria. Sul caso Morisi non regge. Perantoni (M5S), presidente della Commissione Giustizia: “Distinguere il piano etico da quello giudiziario”

Morisi giustizia Perantoni
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Giustizia a orologeria, giustizialismo, haters. La Lega dopo l’inchiesta che coinvolge il guru Luca Morisi (leggi l’articolo) si erge a paladina del garantismo. Lontani i tempi in cui proprio la Bestia di Morisi ruggiva contro gli avversari. L’onorevole, Mario Perantoni, presidente pentastellato della Commissione giustizia alla camera, non si sottrae al confronto su temi delicati.

Onorevole Perantoni, con il caso di Luca Morisi la Lega rispolvera la solita tesi della giustizia a orologeria, quella che secondo alcuni vedrebbe arrivare avvisi di garanzia soltanto in prossimità delle elezioni e per colpire alcune forze politiche. Ritiene che accada questo in Italia?
In Italia ci sono così tanto spesso elezioni politiche o amministrative che sarebbe impossibile trovare la finestra giusta … Battute a parte, è anche ora di finirla con questo refrain! La storiella della giustizia ad orologeria non se la beve più nessuno: le inchieste hanno una loro storia e i loro tempi, non guardano al calendario elettorale. Vogliamo davvero credere che i Carabinieri ad agosto stessero facendo i calcoli delle elezioni di ottobre per danneggiare la Lega?

Un altro tema è quello del giustizialismo. Per Matteo Salvini il Paese è da tempo in mano ai forcaioli, salvo poi aver lanciato decine e decine di accuse pesanti, proprio tramite la Bestia gestita da Morisi, nei confronti dei protagonisti di fatti di cronaca. Quale deve essere a suo avviso l’approccio del politico davanti a un’inchiesta?
Il politico, come tutti, deve attendere l’esito di un processo prima di poter dire che sono stati commessi reati e rispettare il lavoro della magistratura. E’ però evidente che bisogna distinguere il piano etico e politico da quello giudiziario. Non credo che si debba aspettare una sentenza per fare legittime valutazioni politiche sulla condotta delle persone.

Tutta questa vicenda pone nuovamente al centro del dibattito il problema dell’odio diffuso tramite i social network. Si possono utilizzare i social, anche per fare politica, senza trasformarli in strumenti con cui manganellare gli avversari?
Certamente sì, sono, appunto, un mezzo che dà forza alla circolazione delle informazioni e delle idee: noi lo abbiamo usato con questa intenzione. Nel sistema leghista la Bestia ha usato una propaganda “dopata” per colpire ogni avversario e per creare un nemico contro cui scagliare rabbia e protesta: eticamente è una mostruosità.

La Lega si è scagliata infinite volte contro lo spaccio di droga nelle strade, in particolare contro quello gestito dagli stranieri, ma come mostra il caso Morisi c’è pure la droga dei salotti. Cosa fare per contrastare realmente ed efficacemente il business delle sostanze stupefacenti?
Sono convinto che il proibizionismo delle sostanze stupefacenti sia in sé fallimentare, penso che questa materia debba essere affrontata con un approccio radicalmente diverso e seriamente regolamentata. Ciò consentirebbe allo Stato di tenere sotto controllo situazioni critiche di fragilità e allo stesso tempo di contrastare con molta più efficacia il traffico illecito e la criminalità organizzata. Un primo passo decisivo, per rafforzare la lotta al narcotraffico e colpire il grande business che la alimenta, sarebbe quello di legalizzare la coltivazione della cannabis secondo determinati parametri. Tengo molto alla proposta di legge sulla depenalizzazione della coltivazione domestica che è già a buon punto in commissione dove abbiamo approvato il testo base: consentendo di piantare solo 4 “femmine” di cannabis si sottraggono ingenti risorse alla criminalità organizzata. Sarà una rivoluzione se riusciremo ad approvarla, toglierà la terra da sotto i piedi degli spacciatori. Pensi anche ai malati cronici che hanno necessità di fare uso terapeutico della cannabis ma non riescono ad ottenerla perché non se ne produce abbastanza. Per loro sarebbe un grande aiuto.

Non si parla più invece di droga tra i politici. Dopo la proposta di far analizzare anche i capelli solo silenzi. Ritiene sia un aspetto ancora da approfondire e ritiene che chi fa politica dovrebbe nella massima trasparenza essere disponibile anche a sottoporsi ad analisi?
A mio parere chi fa politica deve essere trasparente in ogni cosa e assumersi le sue responsabilità, sempre e comunque.