Guerra ibrida, cosa vuol dire e perché se ne parla a proposito del conflitto fra Russia e Ucraina

Guerra ibrida
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Guerra ibrida è un termine che è ritornato in occasione del conflitto in Ucraina e in particolare nella prospettiva di un attacco della Russia alla NATO.

Guerra ibrida, cosa vuol dire

Il termine guerra ibrida nasce con lo sviluppo delle armi tecnologiche negli ultimi vent’anni. Inizialmente, il termine “ibrido” era usato in relazione alle organizzazioni politiche.

Questo termine è stato utilizzato per descrivere i ribelli ceceni proprio contro le forze russe perché combinavano tra loto nuovi e tecnologici metodi di conflitto. Inoltre, con questo termine si fa riferimento a guerre non dichiarate, cioè in periodo di pace. Si fa l’uso di armi ad alta precisione, si diffondono false informazioni, si verificano attacchi in contemporanea via terra e via aerea, si fa utilizzo di mercenari, si colpiscono obiettivi economici.

Perché se ne parla a proposito del conflitto fra Russia e Ucraina

Il termine di guerra ibrida è venuto fuori come reazione di Putin alla volontà di Svezia e Finlandia di entrare nella NATO. Secondo il politologo americano Ian Bremmer, fondatore e presidente di Eurasia Group, l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato potrebbe dare luogo a un tipo di guerra ibrida. «La Russia aumenterà la sua presenza militare, moltiplicherà le esercitazioni, darà sfoggio di maggior forza, investirà nello spionaggio soprattutto nei Paesi confinanti. Sono tutti elementi che contribuiscono ad alzare il livello di rischio. Un incidente può sempre capitare, uno sconfinamento navale o un intercetto aereo. Ma ci sono altre modalità che Mosca metterà in campo».

Ad esempio, «la guerra ibrida – dai cyberattacchi alla disinformazione – specialmente contro Finlandia e Svezia. Ma anche diretta verso altri Paesi della Nato. È un terreno sul quale i russi si muovono da tempo e mi aspetto un’escalation. E poi attenzione alle proxy war, le guerre per procura. Mosca potrebbe installare basi nell’emisfero occidentale, in Venezuela o a Cuba».

È una nuova Guerra Fredda. «Su questo non c’è dubbio, tuttavia è meno pericolosa di quella originale perché non è globale», dice Bremmer. «La nuova cortina di ferro è formata da Russia, Bielorussia, Crimea, Donbass. E qui si chiude però l’influenza russa. Mosca è irrilevante in America Latina, non lo è molto in Asia e in Africa e nemmeno così tanto in Medio Oriente. Ecco perché non è un conflitto globale. E poi c’è l’economia da tenere presente. Quella russa si sta indebolendo ed è relativamente piccola. Le sanzioni stanno mordendo e l’isolamento di Mosca dall’Occidente aumenta di settimana in settimana. Tuttavia, anche se ha caratteristiche diverse, ci sono degli aspetti che rendono questa nuova Guerra fredda più destabilizzante sono principalmente connessi alla guerra ibrida».

 

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