Guerre, economia e migranti: gli americani bocciano Trump su tutta la linea

Il sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos certifica il flop di Trump. E sempre più americani dubitano sulla sua sanità mentale

Guerre, economia e migranti: gli americani bocciano Trump su tutta la linea

Doveva essere il presidente che avrebbe risanato l’economia americana e ridotto l’interventismo degli USA all’estero, ma dopo quasi metà mandato si scopre che Donald Trump ha fatto l’esatto opposto. Così, a sei mesi dalle elezioni di midterm previste a novembre, il tycoon è costretto a fare i conti con il tracollo della sua popolarità, che si aggrava di giorno in giorno.

A certificare la crisi nera dell’attuale inquilino della Casa Bianca è l’ultimo sondaggio commissionato da Washington Post-Abc News-Ipsos, da cui emerge la crescente sfiducia degli americani nei suoi confronti, che si ripercuote con forza sul Partito Repubblicano, mentre i democratici guadagnano punti e sembrano destinati a trionfare alle elezioni di midterm.

Trump paga le promesse dimenticate

Dati alla mano, il presidente Donald Trump viene bocciato senza appello su quasi ogni aspetto del suo mandato. Critico è il giudizio sulla gestione della guerra contro l’Iran, che doveva durare pochi giorni ma che ormai si protrae, seppur in presenza di un fragile cessate il fuoco, da oltre sessanta giorni. In base a quanto emerge dal sondaggio, ben il 66 per cento degli intervistati disapprova la gestione del conflitto da parte dell’inquilino della Casa Bianca, mentre appena il 33 per cento si ritiene soddisfatto.

Ancora più indicativo delle difficoltà del presidente è il dato sui temi economici, quelli che risultarono decisivi nella vittoria sulla sfidante Kamala Harris nel 2024, ora letteralmente in picchiata. Il sondaggio certifica che il giudizio sull’economia è sceso di sette punti, attestandosi al 34 per cento rispetto all’ultima rilevazione. Cala di cinque punti anche l’approvazione sulla gestione dell’inflazione, che si ferma al 27 per cento. Il dato peggiore emerge però dalla valutazione sul costo generale della vita: solo il 23 per cento degli intervistati si ritiene soddisfatto, contro il 76 per cento che percepisce un netto peggioramento, attribuito proprio alle scelte di Trump. Neanche il dato sulla gestione dell’immigrazione, di gran lunga il migliore per lui, riesce a salvarlo da una situazione che appare disastrosa.

Per quanto riguarda il controllo dei flussi migratori dal Messico, soltanto il 45 per cento degli americani si ritiene soddisfatto, mentre il 54 per cento lo boccia pesantemente. Sull’immigrazione in generale, il dato peggiora ulteriormente, con appena il 40 per cento di cittadini che approvano la strategia del tycoon, a fronte del 59 per cento che la disapprova. Per effetto di tutti questi indicatori, sempre secondo il sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos, l’approvazione complessiva del presidente è ai minimi e si attesta ora al 37 per cento, in calo di due punti rispetto a febbraio.

Il partito repubblicano trema

Malgrado questi dati shock, l’elettorato repubblicano resta fedele a Trump: l’85 per cento degli elettori del partito conservatore continua a sostenerlo. Può sembrare un dato incoraggiante, ma non lo è del tutto. Il sondaggio evidenzia infatti che tra gli elettori indipendenti, pur storicamente orientati verso il Partito Repubblicano, il supporto a Trump è crollato al 56 per cento. Il dato potrebbe addirittura peggiorare, poiché soltanto il 25 per cento degli indipendenti approva il suo operato.

È chiaro che, con questi numeri, a scricchiolare non è soltanto la fragile maggioranza repubblicana alla Camera, ma anche il controllo del Senato, che fino allo scoppio della guerra contro l’Iran sembrava blindato. I dati mostrano infatti che alla Camera i democratici hanno ormai un vantaggio di cinque punti, in forte crescita rispetto ai due registrati a febbraio. Al Senato, invece, la battaglia appare serrata e al momento è difficile fare previsioni.

I timori degli americani sul tycoon

Come se non bastasse, dal sondaggio emerge che sempre più americani mettono in dubbio la lucidità mentale del tycoon. Il 59 per cento degli intervistati sostiene che Trump non abbia l’acutezza mentale necessaria per guidare il Paese, mentre il 55 per cento è preoccupato per le sue condizioni fisiche. Ancora più negativo è il giudizio sui suoi valori: per il 71 per cento degli americani Trump non è onesto né affidabile; il 66 per cento ritiene che agisca con troppa impulsività e, infine, il 54 per cento sostiene che non sia un leader forte, come invece ha sempre sostenuto.