Criticano Conte perché al comizio di Napoli ha detto che si sta costruendo una finta minaccia russa per farci comprare armi. E allora? È la verità.
Gaia Lari
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Gentile lettrice, il fatto è che a fabbricare la finta minaccia russa è anche e soprattutto quel Pd che era sul palco con Conte. Secondo qualcuno Conte avrebbe fatto meglio a parlare di ciò che unisce e non ciò che divide, ma sarebbe significato nascondere ipocritamente agli elettori le forti differenze, su un tema così cruciale. Nella sostanza Conte ha totalmente ragione, come sa chiunque sia in buona fede e non abbia il cervello triturato dai massmedia. Non risulta da alcuna prova o elemento di analisi, né anteriore né posteriore all’invasione del Donbass, che la Russia avesse o abbia l’intenzione di attaccare l’Europa. Per giunta Mosca non avrebbe neppure le forze necessarie. Al contrario, l’aspirazione della Russia sarebbe di riprendere gli scambi commerciali con l’Europa e ricreare le condizioni di prosperità reciproca antecedenti la guerra. Ma il Pd su questo tema è fortemente compromesso. Non credo sia nella condizione di farsi un esame di coscienza e ripudiare le proprie ipocrisie e contraddizioni. Gentiloni, Guerini, Delrio, Franceschini, Fassino e tutti gli altri da quattro anni, in sintonia con la Commissione Ue, suonano la tromba russofoba tanto quanto Meloni in favore di uno stato perenne di guerra non guerreggiata (per ora) con la Russia. Che tutta la dirigenza del Pd possa fare marcia indietro da qui alle prossime elezioni, mi sembra improbabile. Il che rende incertissima l’alleanza del campo largo, che appare un campo spaccato.
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