Le Lettere

Il colpevole perfetto

Yussef Siher, il ragazzo fermato e definito l’ideologo delle rivolte giovanili, per me è il capro espiatorio di un governo che ci riporterà ai tempi bui di un secolo fa.
Ida Mazzi
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Gentile lettrice, non ha visto la foto di questo Yussef? È laureato, è un intellettuale, un ricercatore universitario, parla 4 lingue… È chiaro che è un delinquente! Le persone perbene si diplomano all’istituto alberghiero o al massimo prendono la laurea dopo i 40 anni presso un’università telematica. Ma chi si crede di essere, questo qui, il nuovo Gramsci? E allora in galera, come Gramsci… Mi scusi se mi sfogo con amara ironia. Non ho capito quali sarebbero le prove e il reato a carico di Youssuf Siher. Finora ho visto solo fumo. Per la legge è innocente fino a che non ne sia dimostrata la colpevolezza “oltre ogni ragionevole dubbio”. Cosa è successo nelle scorse settimane? In due parole, centinaia di migliaia di persone hanno manifestato pacificamente a Milano, Torino, ecc. E nello stesso tempo ci sono stati sparuti gruppi di maranza e delinquentelli spesso minorenni che hanno approfittato delle città semideserte per sfondare negozi e rubare scarpe e vestiti. Questi non c’entrano nulla con la protesta e le sue ragioni politiche, anzi sono l’esatto contrario: sono figli del capitalismo e dell’iperconsumismo. Ci aspettavamo che la Digos rovistasse negli ambienti di questi ragazzini malcresciuti e li prendesse per le orecchie. Invece no, sorpresa: il mago Zurlì ci sforna un intellettuale, un ricercatore, un ProPal… un italiano figlio di marocchini addirittura! È il colpevole perfetto. Almeno fino alle prossime elezioni.

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