Nulla di nuovo sul fronte occidentale. I ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo al question time alla Camera, hanno ribadito l’impegno Nato sull’aumento delle spese militari al 5% del Pil e la versione sui 500 aerei statunitensi partiti dalle basi americane in Italia. Ovvero che si sia trattato di missioni di sola logistica. “Al vertice di Ankara – ha detto Tajani – confermeremo il nostro impegno sulla spesa militare. Un passo coraggioso e necessario per proteggere la nostra libertà e la sicurezza dei cittadini”. Ieri Giorgia Meloni ha tenuto un vertice proprio in vista del summit.
Il governo avanti con lo shopping militare. Confermati i 500 voli dalle basi statunitensi
E sui voli Usa: “Lo abbiamo ripetuto in più occasioni e lo ribadisco con chiarezza anche oggi in quest’Aula: l’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare contro l’Iran, né ha mai autorizzato l’utilizzo delle proprie basi per azioni di guerra contro Teheran”, ha detto il titolare della Farnesina, sostenendo che le dichiarazioni di Mark Rutte “sono state non soltanto improvvide, ma anche non rispondenti al vero”.
La richiesta
Angelo Bonelli di Avs ha chiesto a Crosetto di consegnare al Parlamento l’elenco degli aerei Usa che sono decollati dagli aeroporti militari in Italia, la tipologia e il carico.
“Vogliamo sapere effettivamente il tipo di carico perché, vede, c’è una bella differenza se un aereo trasporta caramelle, trasporta armi o trasporta benzina per alimentare gli aerei che poi vanno a bombardare l’Iran”.
Crosetto ha replicato accusando Bonelli di partire da un presupposto molto grave, “cioè che la documentazione ufficiale prodotta in un Paese amico e alleato, che si fa carico di oltre il 50 per cento della difesa del continente europeo, possa mentire al fine di occultare attività diverse da quelle dichiarate”. È già accaduto che gli americani abbiano mentito – ha controreplicato Bonelli – “È accaduto col Cermis: 20 italiani morti, un piano di volo errato, sbagliato, con dati falsi. È già accaduto, ma non lo dico io. Vede, il generale Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, ha già avuto modo di dire che gli americani usano questi piani di volo così generici e lo fanno in maniera discrezionale, come se fossero un po’ a casa loro”.
I numeri di Crosetto
Il ministro della Difesa ha snocciolato una serie di numeri che attesterebbero che in passato i voli nello stesso periodo considerato sarebbero stati molti di più. “I voli passati nel periodo 28 febbraio – 23 giugno sono stati 518, più di 500. Nel 2019 – altro Governo – nello stesso periodo sono stati 722; nel 2020, 450; nel 2021, 457; nel 2022, 560”. Per Crosetto il fatto che dimostra meglio su come si comporta il governo, è stata la negazione di alcuni di quei voli, non solo uno di quei voli.
La versione non ha convinto i Cinque Stelle. “Crosetto e Tajani continuano a prendere in giro gli italiani e i loro rappresentati in parlamento che gli hanno chiesto conto dei 500 voli di supporto all’operazione americana Epic Fury. I ministri hanno continuato a nascondersi dietro l’ipocrita distinzione tra voli logistici e voli cinetici, come se i caccia che bombardano e i droni e gli aerei-spia che forniscono loro le coordinate dagli obiettivi da colpire o gli aerei cisterna che li riforniscono in volo non partecipassero tutti alla stessa operazione di guerra. Crosetto ha parlato di missioni Usa che avvengono con la stessa frequenza, anche in anni passati e quindi a prescindere dalla guerra all’Iran”.
“Peccato cari ministri – ed è qui che sta il nocciolo politico della questione – che queste 500 e passa missioni fossero invece a supporto di un’operazione ben precisa che lo stesso Crosetto ha definito illegale e che quindi non andavano autorizzate, perché gli accordi bilaterali del 1954 sull’uso delle basi sono anch’essi soggetti al rispetto del diritto internazionale e quindi anche al rispetto della nostra Costituzione”, hanno dichiarato i capigruppo delle Commissioni Esteri e Difesa della Camera, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti.