Il mondo sta esplodendo. Dopo i missili in Siria, Kim Yong-un minaccia l’uso dell’atomica e Trump invia navi Usa verso la penisola coreana

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“L’attacco Usa in Siria? Giustifica la nostra decisione di dotarci, sviluppare e rafforzare gli armamenti nucleari“. Dalla Corea del Nord arriva la prima reazione ufficiale all’attacco missilistico contro la base area siriana di Shayrat ed è un’altra provocazione agli Stati Uniti e all’amministrazione di Donald Trump, definita “non diversa” da quelle precedenti. La Corea del Nord di Kim Jong-un, insomma, condanna come “assolutamente inaccettabile” il raid deciso dal presidente Usa, si legge in una nota del ministero degli Esteri, rilanciata dalla agenzia ufficiale Kcna.

Pyongyang definisce la mossa come una “chiara invasione” e, soprattutto, una giustificazione e una conferma della bontà del programma nucleare portato avanti dal leader Kim Jong-un. Un programma che continua a tenere altissima la tensione in Estremo Oriente: l’ennesimo esperimento provocatorio risale al 5 aprile scorso, con il nuovo lancio di un missile balistico a medio raggio della Corea del Nord verso il Mar del Giappone.

Donald Trump, dal canto suo, rassicura gli alleati della Sud Corea sull’impegno americano a difesa di Seul per le eventuali minacce atomiche e missilistiche dei vicini del Nord.

Il Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, principale organo che consiglia e assiste il presidente in materia di politica estera, ha presentato a Donald Trump le proprie opzioni per rispondere al programma nucleare della Corea del Nord, tra cui il posizionamento di testate nucleari in territorio sudcoreano o l’eliminazione del dittatore Kim Jong-un. Lo riporta l’emittente NBC News, che cita alti funzionari dell’intelligence e dell’esercito americano.

Ma ora di viene a sapere di più. Ad appena 48 ore dall’attacco aereo in Siria, gli Stati uniti hanno deciso di inviare un risoluto messaggio alla Corea del Nord, dando ordine a una portaerei e alla sua flotta di fare rotta verso la penisola coreana. “Il comando americano nel Pacifico ha ordinato al gruppo aeronavale dispiegato attorno alla portaerei USS Carl Vinson di restare a disposizione e presente nell’Ovest del Pacifico, una misura di precauzione”, ha dichiarato un portavoce, il comandante Dave Benham. L’ufficiale ha precisato che “la minaccia numero uno nella regione resta la Corea del Nord, in ragione del suo programma missilistico irresponsabile, destabilizzante e imprudente e della sua ricerca di armi nucleari”. Oltre alla portaerei Carl Vinson, la flotta è composta dalla classe delle portaerei Nimitz, dalla sua squadriglia aerea, due caccia lanciamissili e un incrociatore lanciamissili.