Monitoraggio degli studenti palestinesi, sindacati contro la circolare: lโ€™iniziativa รจ un caso politico. La replica del ministero: “Nessuna schedatura”

Il Ministero chiede numeri sugli studenti palestinesi senza fondi nรฉ norme dedicate. I dati ci sono giร . Sindacati di traverso.

Monitoraggio degli studenti palestinesi, sindacati contro la circolare: lโ€™iniziativa รจ un caso politico. La replica del ministero: “Nessuna schedatura”

La richiesta parte come una nota tecnica, arriva alle scuole come un adempimento urgente, esplode come caso politico nazionale. Tra novembre 2025 e gennaio 2026 il Ministero dellโ€™Istruzione e del Merito ha avviato una rilevazione specifica sugli studenti di nazionalitร  palestinese iscritti nelle scuole statali e paritarie. Prima in Lombardia, poi nel Lazio, infine a macchia dโ€™olio. Moduli da compilare, scadenze ravvicinate, numeri da restituire. Lโ€™amministrazione parla di dati aggregati e anonimizzati, utili a predisporre interventi di supporto. La scuola legge altro: una classificazione identitaria senza garanzie, senza fondi, senza cornice normativa.

La catena amministrativa รจ significativa. Nessun decreto, nessuna circolare nazionale pubblica, solo note degli Uffici scolastici regionali su impulso della Direzione Affari internazionali del Ministero. In Lombardia giร  a fine novembre 2025, nel Lazio lโ€™8 gennaio 2026 con scadenza fissata al 14. I form chiedono il numero di studenti palestinesi distinti tra statali e paritarie e aprono a una sezione facoltativa di โ€œulteriori informazioniโ€ sui percorsi di inserimento. รˆ qui che la rilevazione smette di essere neutra: quando la statistica si affida a campi aperti e tempi stretti, lโ€™anonimato diventa fragile e la responsabilitร  ricade sulle singole scuole.

Il paragone che non regge

La difesa ministeriale, ribadita dal ministro Giuseppe Valditara, insiste sul precedente ucraino del 2022. Stessa logica, stessa finalitร , stesso metodo. Ma lโ€™accoglienza degli studenti ucraini era incardinata in un quadro europeo di protezione temporanea, sostenuta da decreti legge, ordinanze di Protezione civile e soprattutto da fondi dedicati. Le scuole furono censite per essere finanziate: risorse per mediazione linguistica, supporto psicologico, materiali didattici. La rilevazione attuale sui palestinesi nasce invece senza uno status collettivo riconosciuto, senza una norma primaria e senza uno stanziamento esplicito. I numeri arrivano, i soldi no. Il risultato รจ un monitoraggio a costo zero che chiede alle scuole di arrangiarsi con risorse ordinarie giร  esigue.

Cโ€™รจ poi la differenza tecnologica. Nel 2022 il Ministero utilizzรฒ il sistema informativo centrale, il SIDI, garantendo sicurezza e tracciabilitร . Nel 2025-26 compaiono form esterni gestiti a livello territoriale. Una scelta che solleva interrogativi sulla governance dei dati e rafforza lโ€™idea di unโ€™iniziativa improvvisata piรน che strutturata.

Diritti, selettivitร , stigmatizzazione

La criticitร  piรน profonda รจ giuridica e politica insieme. I dati sulla cittadinanza degli studenti sono giร  presenti nei database ministeriali. Chiederli di nuovo contraddice il principio di minimizzazione e aggrava inutilmente il procedimento amministrativo. Soprattutto, isolare una sola nazionalitร  pone un problema di uguaglianza sostanziale. Perchรฉ contare i palestinesi e non altri studenti provenienti da zone di guerra? La selettivitร  trasforma il dato statistico in un segnale politico, tanto piรน in un contesto segnato dal dibattito sul riconoscimento dello Stato di Palestina e dalle tensioni sulla libertร  di espressione nelle scuole.

I sindacati lo hanno detto con parole diverse ma convergenti. Usb Scuola parla apertamente di โ€œschedaturaโ€ e chiede il ritiro della nota. FLC CGIL contesta lโ€™assenza di una base normativa e diffida il Ministero da usi impropri dei dati. CISL e UIL adottano toni piรน cauti ma esprimono perplessitร . Nel frattempo studenti e associazioni denunciano una deriva securitaria dellโ€™istruzione.

Il contrasto che imbarazza

Mentre la scuola dellโ€™obbligo viene chiamata a contare, lโ€™universitร  accoglie. Il progetto IUPALS, promosso dalla Conferenza dei Rettori con il Ministero degli Esteri, finanzia borse di studio, vitto, alloggio e counseling per studenti palestinesi. รˆ un modello opposto.

In un tempo in cui a Gaza le scuole vengono distrutte e il diritto allo studio cancellato dalle bombe, la scelta di โ€œcontareโ€ senza proteggere assume un peso simbolico enorme. La scuola pubblica italiana, luogo costituzionale di inclusione, rischia di diventare un dispositivo di differenziazione. Senza una riformulazione radicale, con garanzie scritte, fondi dedicati e criteri universali, questa rilevazione resterร  come un atto amministrativo che ha smesso di essere neutro nel momento stesso in cui ha deciso chi valeva la pena misurare.

La replica del ministero dell’Istruzione

Qui di seguito la replica del ministero dell’Istruzione e del Merito:

“In merito a quanto riportato nellโ€™articolo โ€œStudenti palestinesi. Il monitoraggio รจ un casoโ€ della Notizia si precisa che le ricostruzioni e le polemiche risultano infondate e prive di riscontro oggettivo.

La nota richiamata non ha mai avuto, nรฉ potrebbe avere, finalitร  di schedatura personale. Si tratta, al contrario, di una ricognizione amministrativa, richiesta da una direzione del Ministero agli Uffici scolastici regionali, finalizzata esclusivamente a conoscere il numero degli studenti palestinesi e la loro distribuzione al fine di predisporre interventi concreti di accoglienza, integrazione, supporto didattico e solidarietร  rivolti a studenti colpiti da una grave crisi umanitaria.

Il 15 ottobre 2025, pubblicamente e davanti agli organi di stampa, il Ministro ha dichiarato che, cosรฌ come lโ€™Italia ha accolto gli studenti ucraini, avrebbe aiutato anche i giovani provenienti da Gaza a proseguire il proprio percorso di studi, investendo nellโ€™istruzione di chi ha perso la propria scuola e la propria quotidianitร . In sede di Conferenza Unificata, il MIM ha formalmente proposto azioni di accoglienza e cooperazione educativa per bambini, ragazzi e giovani adulti provenienti da Gaza, con lโ€™obiettivo di garantire inclusione, integrazione e continuitร  didattica.

Il modello adottato รจ analogo a quello giร  utilizzato dal Governo Draghi per gli studenti ucraini nel 2022, come attestato da una nota ministeriale del 24 marzo 2022 che prevedeva una rilevazione numerica per monitorare la dimensione del coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e valutare le successive azioni di competenza.

Parlare oggi di un doppio standard o di unโ€™azione priva di cornice normativa รจ semplicemente falso.

Il Ministero ha giร  definito interventi concreti: accoglienza scolastica e inserimento nei percorsi di studio; personalizzazione dei percorsi didattici; potenziamento linguistico; progetti di integrazione e supporto didattico. A tali finalitร  รจ stato deciso di stanziare un milione e mezzo di euro.

รˆ evidente che, per utilizzare in modo serio e responsabile risorse pubbliche, รจ necessario sapere quanti studenti sono presenti, dove si trovano e quali buone pratiche siano giร  attive nelle scuole italiane”.