L’Italia è tra i Paesi Ue più a rischio per colpa dello Smog. Anche i dati del 2019 confermano che è al primo posto per numero di morti per biossido di azoto

Smog inquinamento
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Anche nel 2019, secondo il Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), l’Italia si conferma tra i paesi Ue ad alto rischio per la salute a causa dell’esposizione allo Smog.

Nel 2019 l’Italia era il primo posto per numero di morti per biossido di azoto (NO2, 10.640 morti, +2% rispetto ai dati del Rapporto Aea 2020), e al secondo, dopo la Germania, per i rischi da particolato fine PM2,5 (49.900 morti, -4%) e ozono (O3, 3170 morti, +5% sul 2018).

Nell’Ue a 27, nel 2019 circa 307.000 persone sono morte prematuramente a causa dell’esposizione a PM2,5 , 40.400 per l’NO2 e 16.800 a causa dell’esposizione acuta all’ozono. I decessi per Smog sono diminuiti del 16% rispetto al 2018 e del 33% con riferimento al 2005.

Almeno il 58% dei decessi da PM2,5 in Ue, ammonisce la Aea, si sarebbe potuto evitare se tutti gli Stati membri avessero raggiunto il nuovo parametro OMS per il PM2,5 di 5 g/m3. Con i parametri Oms l’Italia avrebbe 32.200 decessi in meno (-32.200) da PM2,5.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I finti miracoli di Gualtieri

Facciamolo santo subito. E visti gli ultimi miracoli, mettiamolo tra i beati che contano, minimo minimo alla destra del Padre. A Roberto Gualtieri, d’altra parte, i prodigi vengono così, naturali. Prendiamo la sporcizia di Roma. Aveva promesso una pulizia straordinaria a dicembre, e puntualmente il

Continua »
TV E MEDIA