Kimi Antonelli è il più giovane campione del mondo di sempre della Formula 1. Il pilota italiano, classe 2006, ieri sera è arrivato terzo nel Gran Premio del Messico, entrando così nella storia. Una gara condotta con la saggezza di un veterano, nella quale, malgrado la giovane età, ha saputo resistere alle inevitabili tensioni di chi sa di giocarsi la partita della vita. Ma Antonelli non si è fatto prendere dalla foga, anzi, ha gestito con intelligenza il Gran Premio del Messico.
Una gara che, è bene dirlo, è stata interrotta da una bandiera rossa al 45° giro, dopo il grave incidente di Valtteri Bottas, e successivamente neutralizzata da una Safety Car a otto giri dal termine, in seguito all’incidente tra Oscar Piastri e Arvid Lindblad. Il tutto dopo la penalità di 5 secondi inflitta a Charles Leclerc per aver tratto vantaggio dal taglio di pista durante il duello con l’altro ferrarista Lewis Hamilton nel corso del primo giro. A trarne vantaggio è stato soprattutto Max Verstappen, che ha conquistato la vittoria davanti allo stesso Hamilton. In questo scenario, Kimi ha chiuso terzo, un risultato che gli è bastato per avere la matematica certezza del trionfo.
Alla fine, il pilota monegasco della Ferrari non è riuscito ad andare oltre il quarto posto, superato prima da Hamilton alla ripartenza e poi da Antonelli nelle fasi successive della gara.
Il trionfo di Kimi Antonelli in F1
Al termine della gara, Kimi Antonelli, 20 anni e 68 giorni, è così diventato il più giovane campione del mondo nella storia della F1, stabilendo un record con un margine considerevole. Prima di lui, il primato apparteneva a Sebastian Vettel, vincitore nel 2010 a 23 anni e 134 giorni. Il fuoriclasse bolognese è inoltre il primo pilota nato negli anni 2000 a salire sul trono della Formula 1. Come se non bastasse, ad aggiungere valore al trionfo di Kimi c’è il dato sull’Italia, che ritrova un pilota iridato a 73 anni dall’ultima volta, nel 1953, anno del secondo titolo di Alberto Ascari (il primo nel 1952). Prima di lui, ci era riuscito soltanto Giuseppe Farina, nel 1950.
“È un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. È stata una stagione incredibile. Questo weekend ho sentito un po’ più di tensione”, ha commentato a caldo il campione italiano a margine della gara. Un risultato che è stato accolto con parole al miele da parte del team principal della Mercedes, Toto Wolff: “Mi mancano le parole. Kimi ha talento, intelligenza e personalità, è un ragazzo con tanta integrità e umiltà. Per me lui è la nuova superstar”.