La Tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. Una Maratona di successi. Mentana macina ascolti. Da dieci anni sulla cresta dell’onda

Maratona Mentana
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La Maratona Mentana è nata ufficialmente nel maggio 2011, con lo speciale del Tg La7 sulle elezioni amministrative tenutesi quell’anno della durata di oltre 5 ore che portò anche ottimi risultati per il canale di Cairo dal punto di vista dello share e degli ascolti. Da allora si sono susseguiti questi appuntamenti sempre in occasioni importanti dal punto di vista politico, sia nazionale che internazionale, in particolare per le elezioni americane o per rilevanti eventi come il referendum nel Regno Unito relativo alla Brexit.

In pochi anni il format è diventato un vero e proprio genere televisivo parecchio imitato da altri network, anche dal servizio pubblico, con protagonisti anchorman big come Bruno Vespa e Francesco Giorgino, tra gli altri. Negli anni Enrico Mentana ha modificato e perfezionato la formula, adattando anche la sua dialettica e il racconto degli eventi all’evoluzione delle nuove tecnologie e dei social, in particolare Twitter.

Ma a dare spessore all’insieme c’è anche il parterre di ospiti e opinionisti presenti in studio o in collegamento, tutti nomi importanti del giornalismo e non solo come gli habitué Marcello Sorgi e Marco Damilano ai quali si aggiungono altre firme prestigiose come Massimo Giannini, Tommaso Labate, Claudio Cerasa, Peter Gomez, Franco Bechis, Aldo Cazzullo, Lucia Annunziata, solo per citarne alcuni.

Tuttavia Mentana rifugge dalla logica dello spettacolo e dell’infotainment, privilegiando il ragionamento e l’informazione attualizzata il più possibile. E per far questo il direttore del Tg La7 si avvale anche di vere e proprie colonne portanti come il già citato Paolo Celata e un altro volto fondamentale, quello di Alessandra Sardoni. Non solo. Mentana riserva spesso siparietti ironici che danno colore e fanno rifiatare i ritmi serrati delle lunghe dirette: alcune sue frecciatine ai due inviati sono passate alla storia. Come talune sue “sfuriate” con la regia, diventate famose quasi come quelle di Emilio Fede.

Ma veniamo al pubblico. Mentana è per definizione il giornalista che forse in modo più continuativo dialoga con la classe dirigente del Paese, quindi con un target di spettatori molto alto. Secondo OmnicomMediaGroup, il dato di share dei laureati che guardano le Maratone è del 10,27%, molto elevato rispetto agli standard della tv generalista. Dal punto di vista geografico prevalgono le regioni del Nord e del Centro, con picchi di share in Valle d’Aosta (10,3%), Liguria (8%), Emilia Romagna (7,3%), Friuli (6,7%), Toscana (6,4%), Lazio (6,2%) e Umbria (6,1%). Nelle isole Sicilia (4%) e Sardegna (4%) i gradimenti sono superiori a quelli del Sud, dove non si va oltre il 3,5% di Calabria e Puglia.

Quanto al profilo, prevale il seguito maschile, col 5,6% di share medio, contro quello femminile (4,1%) mentre dal punto di vista dell’età si distinguono gli over 65 col 6,4% di share. Mentana ha avuto anche grossi seguiti, come in occasione delle 20 ore consecutive per le Politiche del 2018, quando fece quasi 2,3 milioni di spettatori raggiungendo il 15,8% di share; per le Regionali di gennaio 2020 superò il milione e mezzo sfiorando il 13% oppure per le Europee di maggio 2019 ci furono più di 1,5 milioni di teleutenti con uno share superiore al 12%.

Buono anche il riscontro dell’ultimo appuntamento, quello del Giuramento di Draghi, in cui La7 ha superato il milione rasentando il 7%. Insomma, riscontri di assoluto rispetto. Sul fronte della criminalità organizzata ci teniamo a ricordare alcuni colpi giornalistici piazzati da Mentana: le immagini dell’autoparco di Milano, centro di smistamento di droga negli anni ‘90, che fecero il giro del mondo; le dichiarazioni di Ilda Boccassini che non ha mai parlato con nessun giornalista tranne Enzo Biagi e, appunto, Mentana, sebbene attraverso una dichiarazione scritta sul tema dell’eredità di Falcone.

Mentana è anche fra i pochissimi, se non l’unico, a essere riuscito a far entrare in uno studio televisivo il pm Giuseppe Pignatone, paladino dell’antimafia. Non si può dimenticare, infine, l’intervista a Paolo Borsellino da parte di Lamberto Sposini al Tg5, quando Mentana ne era direttore. L’elenco potrebbe proseguire a lungo, ma le esclusive inanellate finirebbero per occupare buona parte dell’articolo.

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