La prescrizione salva Denis Verdini. Dopo la condanna in primo grado per corruzione nell’inchiesta sulla Scuola dei Marescialli di Firenze, il caso viene archiviato

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Denis Verdini può depennare uno dei sei processi in cui è rimasto coinvolto. Quello per corruzione nell’inchiesta sulla ristrutturazione della Scuola dei Marescialli di Firenze si è concluso. Il reato, infatti, è caduto in prescrizione.

Oggi la terza Corte di Appello di Roma ha sancito il “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”. La prescrizione però è scattata il 20 luglio scorso e perciò la Corte ha applicato la norma chiudendo definitivamente il giudizio.

La posizione di Verdini era stata stralciata dal procedimento in cui sono stati già condannati in via definitiva Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio Superiore per i lavori pubblici, Fabio De Santis, ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana, l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli e il costruttore Riccardo Fusi, amico d’infanzia dell’ex coordinatore di Forza Italia.

A Denis Verdini la Procura di Roma contestava di essere intervenuto presso il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli affinché l’azienda di Fusi tornasse in possesso dei cantieri della Scuola e per caldeggiare la nomina di De Santis a provveditore delle opere pubbliche della Toscana. Fusi, aveva sostenuto durante la requisitoria il pm Ilaria Calò, “voleva ad ogni costo aggiudicarsi l’appalto della Scuola marescialli di Firenze, con mezzi leciti o illeciti”. Da qui la richiesta all’amico Verdini di intercedere per la nomina a provveditore di De Santis, che lo avrebbe aiutato a raggiungere l’obiettivo cioè la restituzione alla sua impresa del cantiere”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La politica che ama il Medioevo

Va bene che la destra è conservatrice e quella italiana addirittura preistorica, ma quando ieri le cronache parlamentari narravano della Meloni che ha scritto a Salvini per accordarsi sui candidati alle amministrative non poteva che scapparci da ridere. Ma come: stanno sempre col telefonino in

Continua »
TV E MEDIA