La variante inglese è ad alta viralità. Una donna il primo caso in Italia. Miozzo: “Non è più pericolosa, ma più veloce. Il vaccino è efficace”

CORONAVIRUS
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E’ una donna italiana il paziente su cui è stato riscontrato, per la prima volta in Italia, il genoma del Covid-19 con la variante britannica (leggi l’articolo). La paziente, che al momento è in isolamento a Roma con il suo convivente, rientrato alcuni giorni fa dal Regno Unito, ha una forte carica virale. “Non facciamoci prendere dal panico in modo scomposto – ha detto ad Agorà il coordinatore del Comitato scientifico, Agostino Miozzo -, gli scienziati dicono che la variante non è più pericolosa ma più veloce. Non dobbiamo cominciare a creare problemi e dubbi sul vaccino. Tutti concordano nel dire che il vaccino è efficace e deve essere fatto, dobbiamo andare tutti convinti verso una stagione di vaccinazione di massa. È fondamentale che ci sia una concertazione europea, finalmente si muove tutta insieme”.

“In questo momento – ha detto a Radio24 la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa -non sta circolando l’idea di andare verso nuove restrizioni. C’è un appello a coloro che hanno circolato negli ultimi 15 giorni in Inghilterra affinché denuncino la propria presenza alle Asl e vadano a farsi un tampone anche se lo hanno già fatto, va ricercata la presenza eventuale della nuova variante, ma nuove restrizioni perché dovrebbero esserci? Capisco il terrore ma non capisco il nesso”.

Mentre in un’intervista al Messaggero il consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, punta il dito contro le autorità britanniche: “Sapevano già da settembre che era in circolazione questa variante. Hanno taciuto, non ci hanno avvertito. Ora serve il lockdown. O comunque misure molto severe. La nuova variante non è più letale, ma circola con una velocità più alta anche del 70-80%. In queste condizioni – ha detto ancora Ricciardi – sarà difficile riaprire le scuole il 7 gennaio. A Natale si rischia una nuova impennata”.

E l’Agenzia italiana del farmaco rassicura sull’efficacia dei vaccini anti-Covid. “Non ci sono prove che questa mutazione renda il virus più letale o gli consenta di sfuggire ai vaccini” ha detto a La Stampa il professor Giorgio Palù, virologo dell’università di Padova e presidente dell’Aifa. Tutta questa agitazione per la variante inglese, ha aggiunto l’esperto, “non è giustificata dai dati scientifici: si tratta di sequenze genomiche, ma non c’è dietro alcuna biologia”. E conferma: “Bisogna arrivare a una immunizzazione tra il 65% e il 70% della popolazione, è l’unico modo per proteggere dall’infezione anche chi non si vaccina”.

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