La vera casta di Palazzo Chigi: una marea di 263 dirigenti. Solo i 27 super amministratori ci costano 4 milioni

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Un esercito niente male. Abbondante e con stipendi altrettanto corposi. Benvenuti nel fantastico mondo dei dirigenti della presidenza del Consiglio: una flotta composta da 236 dirigenti più altri 26 super-dirigenti, con incarichi apicali. Per carità: non che sia una novità la ciurma che popola le stanze e gli uffici di Palazzo Chigi, ma ora, con Paolo Gentiloni premier, è arrivato l’aggiornamento di incarichi, ruoli e stipendi. E fare un punto sui tanti e tanti dirigenti di cui si serve la presidenza del Consiglio, è sempre utile. Come, ad esempio, è utile ricordare che tra i super pagati spicca senz’altro il nome di Fabrizio Curcio, il capo dipartimento della Protezione Civile, al centro delle polemiche nelle ultime settimane visto il non ottimo andamento della gestione emergenza terremoto. Al di là delle polemiche, Curcio, secondo le tabelle di Palazzo Chigi, tocca precisamente il fatidico tetto dei 240mila euro. Il conto è immediato: 55.812 euro di stipendio tabellare, cui si aggiungono 36.299 euro di retribuzione di posizione fissa più un ulteriore emolumento (“variabile”) di ben 113.287 euro e, per concludere, una retribuzione di risultato di ulteriori 34.600 euro. Totale: 240mila euro, per l’appunto.

Ruoli ambiti – Ma Curcio, per carità, non è l’unico. Basti questo: per tutti i dirigenti apicali (ad eccezione dei 4 “consiglieri parlamentari”, pagati dalla Camera dei Deputati, e del segretario generale Paolo Aquilanti, che non percepisce stipendio) la retribuzione base ammonta a circa 55mila euro a cui si aggiunge una retribuzione di posizione di 36mila euro, anche questa uguale per tutti (essendo i 27 dirigenti di “fascia I”). Siamo così a quota 91 mila euro. Ma non finisce qui: la retribuzione di posizione, infatti, oltre ad una quota fissa, prevede anche una parte variabile. Un emolumento accessorio che va dai 113mila euro di Curcio, come detto, agli 80mila di Vincenzo Donato (dipartimento Politiche di Coesione). Ma non basta. Già, perché a fine anno, se si è lavorato bene, molti dei 27 dirigenti hanno diritto anche ad un premio di produzione che va dai 32 ai 34mila euro. Risultato: i dirigenti raccolgono a fine anno in media qualcosa come 200mila euro. Per un costo totale che si aggira intorno ai quattro milioni. Quattro milioni per 27 dirigenti, di cui – è bene ricordare – non tutti sono direttamente pagati da Palazzo Chigi.

Ciurma costosissima – Ma non è finita qui. Perché il bello ancora deve, ahinoi, arrivare. Accanto ai 27 vertici dell’amministrazione di Palazzo Chigi, spuntano infatti altri 236 incarichi dirigenziali. E anche qui c’è di tutto. Difficile fare un conto complessivo della spesa vista la mole di incarichi, ma basti questo: nessuno dei 236 percepisce uno stipendio tabellare inferiore ai 43mila euro (e che può arrivare, anche in questo caso, fino a 55mila euro), cui poi si aggiunge per tutti una retribuzione di posizione, la cui parte fissa oscilla da un minimo di 12.440 euro a un massimo di 36.299, mentre la parte variabile va dai 18mila euro di Rosaria Giannella, dirigente presso il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), fino ai 72mila euro e rotti, di cui gode Caterina Cittadino, il cui contratto – recitano le tabelle governative – è ancora in corso di registrazione. Basta così? Niente affatto. Perché, ovviamente, per alcuni di costoro è previsto anche un premio di fine anno: nella maggior parte dei casi altri 30.300 euro. Insomma, anche tra i 236 dirigenti non si passa una vita poi così modesta. Nella sterminata lista, ad esempio,  spiccano i nomi (e gli stipendi) della dottoressa Anna Lucia Esposito (poco meno di 200mila euro annui) che lavora nell’Ufficio “controllo interno e trasparenza”, e di Roberto Oreficini (187mila euro e rotti), pure lui nella Protezione Civile. Senza dimenticare, infine, Alessandro Modiano (anche per lui 187mila euro, erogati in parte dalla Farnesina), oggi a capo della Struttura di missione per l’organizzazione del G7 che si terrà a fine maggio a Taormina. Speriamo almeno ne esca un bell’evento.

Tw: @CarmineGazzanni

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