“La Vigilanza Rai è stata tenuta in ostaggio dalla maggioranza, le mie dimissioni non sono una resa ma una denuncia”: parla Floridia

Parla la ormai ex-presidente della Vigilanza Rai, dimissionaria. "“Hanno impedito per oltre un anno di convocare l'Ad Rai. Forse è stato il primo caso della storia"

“La Vigilanza Rai è stata tenuta in ostaggio dalla maggioranza, le mie dimissioni non sono una resa ma una denuncia”: parla Floridia

Per quasi due anni lei presidente Barbara Floridia (M5S) ha cercato di rimediare e ricucire uno stallo, quello in Vigilanza, senza precedenti nella storia repubblicana. Perché ora ha gettato la spugna? Quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
“Non ho gettato la spugna. Questa non è una resa ma un atto forte di denuncia. Avevo il dovere e la responsabilità di provare in tutti i modi a sbloccare lo stallo. E l’ho fatto. Ma al netto di poche operazioni di facciata, nulla è cambiato. Nemmeno le parole del Presidente della Repubblica hanno smosso alcunché. Nel frattempo è passato un anno senza che si sia mosso nulla sul fronte del recepimento del Media Freedom Act europeo. E mentre la vigilanza resta bloccata, l’occupazione della Rai da parte del governo diventa sempre più militare. Non si poteva andare oltre!”.

A sentire i suoi colleghi in vigilanza – dimissionari anche loro – la misura si è colmata con i palinsesti approvati due giorni fa dal Cda. Concorda? Cosa c’è di così insostenibile in quei palinsesti?
I palinsesti si inseriscono all’interno di un puzzle più ampio. Detto questo non voglio fare nomi ma è stato rilevato che in certi casi più che il merito è stata premiata l’appartenenza politica. Che non è una novità, lo so, ma c’è un limite a tutto, soprattutto quando si parla di cifre esorbitanti a spese di chi paga il canone”.

Sotto la sua presidenza l’Unione Europea ha emanato una direttiva molto chiara sui media… A che punto siamo in Italia? Il nostro Paese la recepirà mai, magari prima delle elezioni politiche, o pensa che preferirà andare in procedura di infrazione? E che fine hanno fatto le proposte di riforma del servizio pubblico?
A un anno dall’entrata in vigore di quel regolamento così importante non si è mosso praticamente nulla. La riforma è ancora in commissione al Senato, Giorgetti ha espresso dopo mesi un parere dal quale mi sembra di capire che conosce molto poco il suddetto regolamento. Il testo che ci propongono viola i principi del Media Freedom Act. Mi sembra evidente che prima o poi la sanzione arriverà”.

Lei ha parlato di insulti e provocazioni ricevuti durante il suo mandato ai quali non ha risposto, ci può dire ora quali l’hanno colpita o ferita maggiormente?
Mi ha ferito l’emarginazione, la solitudine, la volontà esplicita di denigrarmi per provare a giustificare una mossa politica che è obiettivamente ingiustificabile. Ma sinceramente dopo un po’ me ne sono fatta una ragione, perché ho la piena consapevolezza di aver agito sempre a tutela delle istituzioni e con il massimo equilibrio ed imparzialità. E questo mi fa andare avanti a testa alta a prescindere da quello che possa aver detto o fatto questo o quel collega”.

Col senno di poi, è stato giusto il muro contro muro con la maggioranza sulla proposta di Agnes presidente? Sarebbe stato meglio trattare?
Resto convinta che non ci fosse alcun margine nel momento in cui la maggioranza ha voluto imporre il proprio nome, che è espressione di un partito politico, senza alcun margine di dialogo. Il “prendere o lasciare” non fa parte del mio modo di vedere la politica”.

Tra le tante forzature della maggioranza, quale pensa sia stata in questi anni la peggiore?
Hanno impedito per oltre un anno di convocare l’amministratore delegato della Rai. Forse è stato il primo caso della storia in cui chi gestisce la Rai per mesi e mesi non ha messo piede in parlamento per riferire davanti ai cittadini. E anche quando le opposizioni si appellavano al regolamento, il muro si faceva ancora più alto. Una forzatura pesante, mentre avremmo dovuto discutere di tantissimi temi che restavano relegati sui giornali ma non avevano spazio di dibattito in Parlamento.

Infine, presidenza della Repubblica, presidenti di Camera e Senato: crede che abbiano svolto a dovere il loro ruolo di garanti?
Al presidente Mattarella mando il più sentito ringraziamento perché ha fatto sentire ha più riprese forte la sua voce contro questa vere e propria ingiustizia. Per quanto riguarda i presidenti delle Camere, certamente entrambi sanno quanto e come sono stati sollecitati nel corso di questi anni e le azioni concrete che hanno o non hanno messo in campo. Lascio a loro il giudizio se siano stati totalmente imparziali e abbiano tutelato i diritti della minoranza…”.