Decine di petizioni online, pubblicate sul proprio sito, che non riescono a raggiungere gli obiettivi fissati. Italia viva fa i conti con una serie di flop fabbricati in casa: non riesce a coinvolgere nemmeno i suoi militanti su Internet. Dal vecchio appello sullโelezione del โsindaco dโItaliaโ alla richiesta di dimissioni di Virginia Raggi dalla commissione Expo a Roma, sono numerosi i risultati deludenti delle raccolte firme, promosse sul web dal partito di Matteo Renzi.ย
Le petizioni di Matteo Renzi sono un fiasco
In alcuni casi ci sono poche centinaia di sottoscrizioni per le battaglie presentate settimana dopo settimana. La piรน grande figuraccia resta la campagna per lโabolizione del Reddito di cittadinanza, con tanto di annuncio, mai realizzato, di promuovere un referendum.
La petizione simbolica, che aveva fatto fatica a ottenere 5mila adesioni, non รจ nemmeno piรน consultabile nellโapposita sezione del sito di Italia Viva.
Unโaltra ossessione renziana, quella del sรฌ al Mes, non รจ riuscita a fare proseliti tra i fedelissimi di Iv: la battaglia lanciata sul sito ufficiale dalla capogruppo alla Camera, Maria Elena Boschi, e dal presidente della commissione Finanze a Montecitorio, Luigi Marattin, ha raggiunto il 70,5 per cento di adesioni (10.516 firme su un traguardo di 15mila).
I numeri registrati sul sito del partito sono impietosi. La petizione per introdurre lโelezione del sindaco di Italia, vecchio pallino di Renzi, si รจ fermata poco sopra le 11mila firme, il 56,5 per cento rispetto al target di 20mila.
Vanno addirittura peggio per le iniziative che prendono di mira gli avversari politici, come la richiesta di una commissione di inchiesta sullโemergenza Covid-19. Con due bersagli non dichiarati: Giuseppe Conte, allโepoca presidente del Consiglio, e lโex commissario Domenico Arcuri.
“Banchi a rotelle, mascherine difettose, ventilatori non funzionanti, scelte discutibili degli organi preposti alle decisioni. Su tutto questo รจ arrivato il momento di fare chiarezza”, scrivono le deputate Lisa Noja e Annamaria Parente, sulla falsariga delle dichiarazioni di Renzi, per fare incetta di sottoscrizioni. A oggi, su un obiettivo di 15mila firme ne sono arrivate 9.400: meno del 63 per cento.
Nessuno partecipa alle raccolte firme di Iv
I consiglieri comunali italovivi di Roma, Valerio Casini e Francesca Leoncini, hanno poi lanciato la campagna per chiedere le dimissioni di Raggi dalla commissione Expo. Hanno aderito in poco piรน di 2mila persone, il 46 per cento dellโobiettivo (fissato a quota 5mila).
Esito altrettanto infausto per la raccolta di sottoscrizioni digitali sulla richiesta di dimissioni di Vito Petrocelli dalla presidenza della commissione Esteri del Senato. “Italia Viva chiede un gesto di coerenza”, scrive la senatrice Nadia Ginetti nel suo appello. Il messaggio non รจ stato propriamente seguito da folle oceaniche: le firme sono meno di 2mila, il 39 per cento di quanto sperato.
In altri casi i dati sono ancora piรน deludenti: lโimpegno a garantire, in epoca pandemica, lโesame di maturitร in presenza agli studenti, si รจ fermato a poco meno di 700 firme. Il 13,7 per cento dellโobiettivo immaginato inizialmente.
Il quadro finale รจ che delle 33 petizioni consultabili sul sito di Italia Viva, solo 12 (il 37 per cento) hanno centrato il 100 per cento dellโobiettivo fissato dal partito stesso. Che spesso รจ sulla soglia di 10mila firme, una quota minima. Sono davvero lontani i tempi in cui lโex Rottamatore mobilitava le masse, almeno sul web. E se la Lega ha messo in piedi una Bestia, lโaltro Matteo si รจ limitato ad allevare un tenero orsacchiotto.