Lega e Fratelli d’Italia dichiarano guerra allo stato di emergenza. Palazzo Chigi vorrebbe prorogarlo al 31 dicembre. Salvini di nuovo in rotta con Draghi

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Lo stato di emergenza dovuto alla pandemia sembra non finire mai. Sì, perché a fronte di numeri dei nuovi contagi rincuoranti, dell’arrivo dei vaccini – con relativa campagna gestita da un’apposita task force – e una curva dei contagi certamente più rassicurante di qualche mese fa, è intenzione del Governo Draghi prorogare la data del 31 luglio per la scadenza dello stato di emergenza. E non di poco. Indiscrezioni parlano del 31 dicembre (leggi l’articolo).

Ma se da una parte decidere di rinunciare allo stato d’emergenza da fine luglio, con la campagna vaccinale ancora in pieno svolgimento e un’immunità di gregge ancora lontana, significherebbe togliere all’esecutivo la possibilità di prendere qualsiasi misura straordinaria in caso di un nuovo aumento dei contagi, dall’altra non è facile dimenticare quando il precedente premier Giuseppe Conte fu accusato di compiere un “attentano alla democrazia” proprio per aver rinnovato la misura in una situazione di gran lunga più difficile dell’attuale. In quell’occasione, Salvini e Meloni, all’opposizione, parlarono anche di “deriva liberticida”, chiedendo lo stop alla proroga visto il calo dei contagi.

L’allora premier decise invece per un rinnovo dello stato di emergenza fino al 15 ottobre: non farlo, spiegò, avrebbe provocato “un arresto del sistema di protezione costruito in questi mesi difficili. Si tratta di una scelta obbligata basata su motivazioni tecniche”. E aggiunse che non si doveva fare “confusione davanti alla popolazione, c’è qualcuno che è stato convinto che la proroga dello stato d’emergenza significhi il ritorno al lockdown, non è affatto così”.

E’ evidente che se la scadenza rimanesse il 31 luglio dovrebbero essere smantellate tutte quelle strutture e cancellate le figure per la gestione dell’emergenza, dal Comitato tecnico scientifico a quella del commissario straordinario, Francesco Paolo Figliuolo, che potrebbero essere ripristinate solo attraverso soluzioni normative ad hoc. Sarebbe anche impossibile imporre alla popolazione l’uso delle mascherine e il rispetto del distanziamento che, senza stato d’emergenza, sarebbero considerate violazioni della libertà individuale. Una soluzione che sta creando qualche mal di pancia all’interno della maggioranza, in particolare non piace alla Lega, con Matteo Salvini che ha già fatto sapere che “non ci sono i presupposti per trascinare lo stato di emergenza”.

Intanto da Palazzo Chigi trapela che la fuga in avanti di alcuni membri del governo non è piaciuta. Prima su tutte quella di Speranza, generalmente cauto sull’alleggerimento delle restrizioni anti-Covid, ma che nei giorni scorsi si era augurato un mancato rinnovo dello stato di emergenza “per dare un segnale positivo al Paese” pur manifestando la volontà di tenere comunque in piedi il Cts o la figura del commissario Figliuolo. Dall’opposizione Giorgia Meloni non ci gira attorno: “Un’ipotesi che, se confermata, sarebbe folle e che come Fratelli d’Italia ci vede nettamente contrari”.

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