Rilanciare, muoversi, dare una scossa. Ma anche uscire dall’angolo, parare i colpi e tentare di restare in sella a un partito che ormai gli è scivolato dalle mani e si sta rivolgendo ad altri leader. Si possono leggere in modi diametralmente opposti le sparate di ieri del vice-premier Matteo Salvini.
La principale è stata quella sul contributo alle banche: “Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Le prime due banche italiane chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese, con 20 miliardi di utile. La Lega chiederà agli istituti bancari che stanno facendo guadagni e profitti senza precedenti un contributo alla crescita economica del Paese”. Risultato immediato: tonfo delle banche in borsa con Unicredit (-1%), Banco Bpm (-0,8%) e Intesa (-0,5%) che accusano il colpo.
Le primarie della Lega a Milano
L’altra sparata non ha avuto conseguenze economiche immediate (per fortuna), ma politiche: secondo Salvini a giungo la Lega organizzerà i gazebo a Milano per le primarie per il candidato sindaco.
“Visto che l’impegno è quello di offrire ai milanesi una candidatura del centrodestra il prima possibile e l’estate ormai è alle porte”, ha spiegato il leader del Carroccio, “penso che chiederò alla Lega, per dare un’accelerata, di essere in piazza a Milano entro giugno con i gazebo per fare delle primarie, ma non di coalizione, come Lega. Non diamo opzioni, ognuno può scrivere il nome che vuole. Magari saranno nomi anche non della Lega, o nomi di imprenditori e medici. Così muoviamo un po’ le acque”.
E a chi chiedeva se appoggerà Antonio Civita, imprenditore e fondatore di Panino Giusto che ha offerto la sua candidatura al centrodestra ha risposto: “Bene, è una persona che si è messa a disposizione come le altre”.
Proposta snobbata dai big del centrodestra
Una proposta estemporanea (“Non so se facciamo in tempo il prossimo weekend, ma se non è il prossimo è quello dopo”, ha detto Salvini) snobbata però dai big nazionali del centrodestra. Ha risposto solo il consigliere comunale di Fi, Alessandro De Chirico, che si dice favorevole a primarie “vere” e perplesso invece sulla “gazebata” (“lasciare ‘campo libero’ alla fantasia dei milanesi. Già m’immagino i risultati con primo per distacco un calciatore a testa per le due squadre di Milano e a seguire un presentatore TV e l’influencer del momento…”).
Il “saccheggio” di Vannacci tra le file di Salvini
Ma quello di ieri di Salvini è stato un tentativo di uscire dall’angolo nel quale lo sta mettendo il competitor di ultra-destra, Roberto Vannacci. Oggi dovrebbe essere annunciata a Viareggio l’adesione a Futuro nazionale di altri due leghisti. Si tratta del calabrese Domenico Furgiuele, che con i vannacciani era stato il promotore della conferenza stampa sulla remigrazione alla Camera e Gianangelo Bof, sindaco di Tarzo, poco più di 4mila abitanti in provincia di Treviso, al suo primo mandato come parlamentare.
Nei giorni scorsi Salvini li avrebbe incontrati al ministero per convincerli a restare, ma la trattativa non sarebbe andata a buon fine (a Furgiuele avrebbe proposto di assumere l’incarico di coordinatore in Calabria, rivelano i ‘rivali’ di Fnv). Nomi che si uniscono a quello di Laura Ravetto, ex responsabile Pari opportunità, appena approdata nel plotone del Generale e a quelli di due ex leghisti, Attilio Pierro e Davide Bergamini, che, il 5 gennaio, erano entrati in Forza Italia e che ora traslocheranno in Fn.
Da via Bellerio fanno trapelare che non vi è “alcuna preoccupazione” per “chi sceglie di uscire” dalla Lega. “Anzi ci lascia mani più libere per le liste del prossimo anno”, commenta un big, che aggiunge; “siamo tutti convinti di poter arrivare al 15%” alle politiche.
Offerta la vice-presidenza a Zaia (che nicchia)
Sarà ma i sondaggi dicono altro. Così è più che comprensibile la smania del Capitano di accelerare l’avvio di una nuova fase politica. Parole d’ordine: rafforzare la squadra, neutralizzando anche l’opposizione interna. Ovvero Luca Zaia, con il quale Salvini mira a chiudere un accordo che preveda un maggior coinvolgimento del Doge. Intesa da chiudere entro il primo weekend di luglio, in modo da lanciare i cambiamenti in occasione del ritiro che Salvini intende organizzare in provincia di Treviso il 4 e il 5.
Il pressing sull’ex governatore si starebbe intensificando e tra le ipotesi che avrebbe proposto Salvini a Zaia vi sarebbe anche quella di nominarlo suo vice unico, azzerando le altre nomine (Claudio Durigon, Alberto Stefani e Silvia Sardone).
Tuttavia Zaia frena, e si dice “non interessato a correre dietro le cariche”. D’altronde, l’ex ‘Doge’ avrebbe già declinato ad aprile la proposta di fare il vicesegretario al posto di Stefani. Inoltre Zaia da mesi lavora alla creazione di una formazione politica dentro la Lega che si occupi dei temi ‘nordisti’, collegata alla Lega nazionale, come la Csu bavarese è legata alla Cdu in Germania. La quadra potrebbe essere trovata mercoledì, al Consiglio federale del partito, convocato per “comunicazioni del segretario federale”.