L’ex Ilva verso la dismissione: stop all’attività a Taranto, Genova e Novi Ligure

Prima Genova e Novi Ligure, poi Taranto: in poche ore arrivano gli annunci della sospensione dell'attività degli impianti dell'ex Ilva.

L’ex Ilva verso la dismissione: stop all’attività a Taranto, Genova e Novi Ligure

Prima l’annuncio dello stop temporaneo agli stabilimenti di Genova e Novi Ligure, poi quello di una sospensione dell’attività anche a Taranto, già da oggi e fino alla decisione della Cassazione del 20 ottobre. Per l’ex Ilva e per i suoi lavoratori la situazione si fa sempre più complicata e il doppio annuncio suona ancor di più come una beffa, considerando che arriva nella giornata della riunione a Palazzo Chigi tra il governo e i sindacati.

Ex Ilva, sospensione dell’attività a Genova, Novi Ligure e Taranto

In giornata è arrivata la prima notizia, comunicata dai sindaci di Genova e Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere: “Questa mattina Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ci ha annunciato che, in seguito al noto decreto della Corte d’appello di Milano che riguarda la fabbrica di Taranto, entro il prossimo 15 novembre avverrà la fermata temporanea generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi Ligure”. “Pur comprendendo la lunga e complessa fase di difficoltà che sta attraversando l’azienda, l’annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile”, affermano i due in una nota congiunta. Nella comunicazione inviata alle autorità locali si prospetta il ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori.

Per quanto riguarda Taranto, invece, AdI in amministrazione straordinaria ha comunicato la “sospensione di tutte le attività produttive degli impianti dell’area a caldo” e la richiesta di ammortizzatori sociali, per i quali il governo mette in campo 125 milioni tra indotto e integrazione della cassa straordinaria per il personale. Gli impianti saranno tenuti in modalità di riscaldo in attesa della Cassazione, poi il 24 ottobre, in caso di sentenza sfavorevole, verrà sospeso anche il mantenimento a caldo e si procederà allo spegnimento definitivo “senza alcuna possibilità di riavvio successivo”. A finire nel mirino del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, sono l’azienda e il governo: “Fanno precipitare la situazione”.