L’Isola porta tempesta su Canale 5. La chiusura anticipata costa cara: affondati gli ascolti. Si poteva proseguire con Marcuzzi, Venier e Signorini

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L’Isola di Canale 5 fa il botto. Di ascolti e di polemiche. L’attesa era alta e in molti telespettatori si erano messi davanti alla tv con la pizza e la bottiglietta di birra per assistere alle prodezze di Rocco Siffredi, il vero idolo di maschietti e femminucce. Vedere il programma e in contemporanea commentarlo sui social network. Una specie di preludio al Festival di Sanremo. Ma il maltempo ha costretto gli organizzatori a non far sbarcare i naufraghi sull’isola in Honduras causa le condizioni del mare. Ciò nonostante l’adunata davanti al video del reality ha raccolto 6.275.000 spettatori di media, pari al 20,66% di share. Con 31.553 tweet inviati da 17.917 utenti unici. Alcuni molto divertenti, come quelli che chiedevano un film di Rocco e la sintesi di Selvaggia Lucarelli: «È la prima volta che Rocco Siffredi non conclude una serata». Il successo in prime time di Canale 5 non ha però evitato di scatenare le polemiche e le critiche. Perché è stato deciso di chiudere dopo una mezz’ora il programma. Nel mirino c’è finita Alessia Marcuzzi. Soprattutto nel confronto con Simona Ventura, capace di portare avanti il programma anche nelle condizioni più difficili. In fondo alla Marcuzzi sarebbe bastato tirare avanti almeno per un’altra ora. In studio c’erano due opinionisti del calibro di Mara Venier e Alfonso Signorini, capaci di inventarsi una trasmissione da soli. Si potevano presentare meglio i concorrenti, farli conoscere al grande pubblico (anche perché, tranne qualcuno, più che vip sono delle comparse). Ovviamente non si può dare la colpa alla Marcuzzi di questo stop improvviso. Ma chi ha deciso l’interruzione ha compiuto un’autorete clamorosa. D’accordo che il maltempo aveva smantellato le strutture nella location, ma c’era sempre la possibilità di poter mandare delle schede dei protagonisti. Nel 2004 la “falsa partenza” in onda su Rai2 per circa un’ora e mezza raggiunse il 20,84% di share. Ma a Viale Mazzini furono più scaltri rispetto a quanto hanno fatto i dirigenti del Biscione.

TIKI TAKA, UN CALCIO ALLA CRISI
Il programma di Italia 1 ha brillantemente superato l’appannamento del mese di novembre. Dopo le critiche de La Notizia il conduttore Pierluigi Pardo e gli autori sono tornati finalmente a mettere di nuovo il calcio al centro del progetto. Più protagonisti e meno chiacchiere fuori tema. E i risultati si vedono. Al giro di boa del campionato si registra un lieve miglioramento nel computo dei dati: 32.000 telespettatori in più, per una crescita dell’8% circa. Il recupero c’è stato nelle ultime puntate. Lunedì scorso 568.000 telespettatori di media con l’8,81% di share: uno dei migliori risultati stagionali. Rispetto alla scorsa stagione Pardo e soci hanno dovuto far fronte all’anticipo di orario che ha esposto la trasmissione a una controprogrammazione più valida e alla sovrapposizione con la coda delle prime serate. Inoltre l’anno scorso c’era il traino di Colorado che ha portato a casa ottimi risultati.

AL CAPEZZALE DELLA BIGNARDI
Bruno Vespa, Milly Carlucci e Fabio Volo tenteranno di rianimare gli ascolti delle Invasioni barbariche finiti sotto la soglia del 3% che a La7 considerano uno spartiacque. Ospiti della Bignardi anche Geppi Cucciari & Elio, Giulia Innocenzi e Valeria Golino.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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