Meloni appesa alla risposta di von der Leyen sui vincoli di bilancio

Giorgia appesa alla risposta di Ursula sui vincoli di bilancio, ma per ora le speranze di un sì sono ridotte al lumicino

Meloni appesa alla risposta di von der Leyen sui vincoli di bilancio

L’attesa è per il 3 giugno quando la Commissione europea adotterà il Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026. Si tratta dell’appuntamento annuale in cui l’esecutivo comunitario pubblica le valutazioni economiche dei Ventisette e le Raccomandazioni specifiche per Paese. In quell’occasione – anche se una data certa ancora non c’è – potrebbe arrivare una risposta alla lettera che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato il 17 maggio alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen con cui ha chiesto di estendere alla crisi energetica la clausola di salvaguardia nazionale con deroghe ai vincoli del Patto di stabilità per gli investimenti nella difesa. Ma a oggi le probabilità che la clausola per l’Italia venga estesa sono ridotte al lumicino.

Giorgia appesa alla risposta di Ursula sui vincoli di bilancio

Per “reagire al picco dei prezzi dell’energia dovuto al blocco dello Stretto di Hormuz”, le “misure di sostegno devono essere temporanee e mirate, perché si tratta di uno shock dell’offerta e non si può risolvere uno shock dell’offerta stimolando la domanda. Pertanto non stiamo sostenendo una sorta di ampio stimolo fiscale generalizzato, ma insistiamo sul fatto che le misure di sostegno debbano essere temporanee e mirate, concentrate sui settori dell’economia maggiormente colpiti e sulle famiglie più vulnerabili”, ha ribadito ieri il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis in linea con quanto va predicando la Bce. Del resto, all’Italia non serve convincere solo la Commissione.

Il muro del Consiglio Ue

L’estensione della deroga al Patto di stabilità dalla difesa all’energia va comunque votata dal Consiglio Ue. Con un quorum che oggi sembra lontano, quello della maggioranza qualificata dei 27. Ecco perché l’esecutivo comunitario ha finora insistito per utilizzare i fondi già esistenti e ha aperto sulle risorse della Coesione – provocando l’ira delle Regioni – e sulla rimodulazione degli ultimi stanziamenti dei Pnrr. Ma per Meloni non bastano.