Taglio delle accise, il governo pensa di cancellarlo ma Netanyahu inguaia Meloni

Il governo valuta di cancellare il taglio delle accise sui carburanti, ma gli attacchi di Netanyahu mettono a rischio il piano di Meloni.

Taglio delle accise, il governo pensa di cancellarlo ma Netanyahu inguaia Meloni

I nuovi attacchi di Benjamin Netanyahu in Libano rischiano di far saltare i piani del governo. Il 6 giugno, infatti, scade il taglio delle accise sui carburanti e Palazzo Chigi sta valutando se cancellare la misura, semplicemente non prorogandola, considerando gli alti costi. Una scommessa che si basa anche sul costante calo, negli ultimi giorni, delle quotazioni del petrolio e di conseguenza di benzina e diesel.

Ma gli ultimi sviluppi in Medio Oriente cambiano la situazione, con gli attacchi israeliani e la risposta iraniana che ha deciso, per il momento, di interrompere i negoziati con gli Usa. La conseguenza è l’accelerazione del petrolio, cresciuto di oltre il 5,5% nel primo pomeriggio. Il che vuol dire che, se la situazione non cambiasse rapidamente, i prezzi dei carburanti potrebbero presto tornare a salire.

Torniamo allora al discorso italiano. Il taglio delle accise è in vigore dal 19 marzo, anche se è già stato più volte rimodulato, ovvero ridotto. Lo sconto è diventato di 6,1 centesimi per la benzina e 12,2 per il diesel, comprendendo anche l’Iva. Di accise si pagano invece 5 centesimi in meno per la benzina e 10 per il diesel. Eravamo partiti, ricordiamo, da un taglio di 24,5 centesimi totali per entrambi. Ma cosa succederà ora e che farà il governo?

Taglio delle accise, addio allo sconto sui carburanti?

Il governo deve decidere entro venerdì se prorogare o meno il taglio. L’idea che si stava facendo largo nelle scorse ore era quella di approfittare del calo dei prezzi dei carburanti per cancellare lo sconto. Il prezzo medio oggi è di 1,941 euro al litro per la benzina e di 2,005 euro al litro per il gasolio, intorno ai 2 euro ancora ma in calo da giorni.

Per prorogare il taglio delle accise bisognerebbe trovare poi i soldi, anche se un aiuto potrebbe arrivare il 10 giugno grazie all’extra-gettito Iva. Ma non basta. Motivo per cui l’ipotesi di cancellare il taglio si è fatta largo. D’altronde si tratterebbe di un meccanismo già visto con il governo Meloni: prima riduci il taglio gradualmente e poi, quando si nota di meno la differenza, lo cancelli. Esattamente come fatto sempre con il taglio delle accise introdotto dal governo Draghi (in quel caso per un periodo molto più lungo) nel 2022: fu poi proprio il governo Meloni a ridurlo prima e cancellarlo poi.

Per il momento il governo non si sbottona: il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, spiega che si valuterà all’ultimo sulla base dei prezzi dei prossimi giorni. La valutazione verrà fatta “verso il 5 giugno, per decidere come intervenire”. A Tgcom24, Pichetto richiama anche il parere del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, secondo cui queste misure devono essere “temporanee e mirate”, ritenendolo un “parere importante”. Insomma, la decisione ancora non è stata presa ma una cancellazione del taglio non si può escludere.

Benzina e diesel, cosa succederà ora?

In attesa di una decisione sull’eventuale proroga del taglio delle accise, il governo sta anche valutando altre ipotesi, con interventi maggiormente mirati. Una delle idee sul tavolo in questo momento è quella relativa ai buoni benzina per i redditi bassi. Un meccanismo che si potrebbe applicare caricando queste cifre sulla carta Dedicata a te, destinata a chi ha un Isee inferiore ai 15mila euro. Aiutando, così, solo le famiglie più fragili. Ma anche su questo fronte di certezze, per ora, ce ne sono poche.