Le Lettere

Meloni, pani e pesci

Sono vicino alla pensione, cominciai a lavorare nel 1991, e non posso fare a meno di vedere quanto sia decaduta l’Italia rispetto ad allora.
Oscar Salerno
via email

Gentile lettore, nel 1991 eravamo più ricchi di francesi e inglesi: eravamo la quarta potenza economica del mondo, dopo Usa, Giappone e Germania. Nel ‘92 cominciarono i guai, quando in preparazione dell’euro fu stabilita una fascia di oscillazione dei cambi, lo Sme, entro cui ogni valuta era costretta a mantenersi anche a costo di bruciare le riserve. Questo provocò l’assalto alla lira e alla sterlina da parte della speculazione internazionale. Da quel momento non ci siamo più ripresi. In 30 anni (1992-2022) il potere d’acquisto in Italia è diminuito del 2,9%, nel resto dell’Ue è aumentato a doppia cifra. Negli ultimi 4 anni, col governo Meloni, le cose sono peggiorate: il potere d’acquisto è sceso d’un altro 8,5%, stabilendo un record mondiale che non s’era mai visto prima. Oggi abbiamo il più alto costo dell’energia in Europa, il debito più alto e la maggiore perdita di produttività. Il Pil è quasi a zero. Grecia, Spagna e Portogallo hanno parametri molto migliori dei nostri. Intanto aumentano le famiglie in povertà assoluta: 5,7 milioni di persone, quasi il 10% dell’intera popolazione. Però Meloni racconta che “siamo la locomotiva d’Europa” e che “l’Italia detta la linea”. Il piatto è vuoto, ma Meloni con una magia ci fa credere che sia pieno di pani e pesci. L’illusionista Houdini al confronto era un dilettante. È così che fanno i miracoli a destra. E pare che molti ci credano o si mettano il paraocchi per non vedere la realtà. Che tristezza.

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