Il principale indiziato è Pete Hegseth. La sua potrebbe essere la prima testa a saltare dopo la disfatta del partito Repubblicano alle elezioni di midterm. Donald Trump, che ha accettato la sconfitta ma non si è assunto alcuna responsabilità per il risultato, starebbe valutando di far fuori proprio il segretario alla Difesa.
Cbs News, consultando più fonti, ha scoperto che Trump ha chiesto ai suoi consiglieri, sia di persona che telefonicamente, se Hegseth debba restare al suo posto dopo la sconfitta delle elezioni di midterm del partito del presidente statunitense. Parte della responsabilità di quanto avvenuto potrebbe essere attribuita all’ammiraglio Brad Cooper, alla guida del Centcom, e al generale Dan Caine, a capo dello Stato maggiore congiunto: i due avrebbero avuto un ruolo di primaria importanza nel fornire indicazioni sulla guerra in Iran. La stessa guerra in Iran che potrebbe aver influito non poco sull’esito delle elezioni di midterm.
Elezioni di midterm, Vance dà la colpa alla guerra in Iran e ora Hegseth rischia
Anche il vicepresidente JD Vance ha infatti sottolineato che la sconfitta è stata causata soprattutto dal conflitto in Iran: “La ragione per cui abbiamo perso è la guerra”, ha scritto sui social. “Tutti – ha aggiunto – sanno perché abbiamo perso” e “ogni conversazione onesta su quello che abbiamo ottenuto deve partire da qui”.
Un indizio che sembra puntare il dito sul capro espiatorio più facile da trovare, ovvero proprio il responsabile del dipartimento della Difesa, Pete Hegseth. D’altronde diversi sondaggi hanno indicato come sia stato decisivo, nel voto degli americani, l’impatto del carovita, dovuto proprio alla guerra in Iran.
Ma Trump intanto parla dei marmi della Casa Bianca
Tra l’altro che Hegseth fosse a rischio è evidente indipendentemente dalle intenzioni di Trump. I democratici, infatti, hanno già tentato di avviare l’impeachment per il segretario alla Difesa già prima delle elezioni. Ora che il Congresso sarà a maggioranza democratica l’ipotesi si fa molto più concreta. Trump, intanto, ha convocato i giornalisti alla Casa Bianca: non, come ci si sarebbe aspettati, per commentare il risultato del voto, ma per parlare della ballroom che sta realizzando alla Casa Bianca e per la costruzione di monumenti e statue a Washington. Un lungo discorso sulle cucine della Casa Bianca e sul tipo di marmo pregiato utilizzato per costruirlo, ma neanche una parola sul voto. La strategia, per ora, è parlare d’altro.