Mondiale 2018, vittorie a tempo scaduto per Uruguay e Iran. Superati di misura Egitto e Marocco

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Alla fine l’Uruguay ce l’ha fatta. Seppur non brillantissima, la squadra allenata da Oscar Washington Tabarez ha conquistato i tre punti nella propria gara di esordio al Mondiale russo grazie all’1-0 firmato del difensore Gimenez che ha permesso ai sudamericani di agganciare in vetta al Gruppo A la Russia e di sfatare il mito che non li vedeva vincenti nella prima gara di una Coppa del Mondo dal 1974. Per l’Egitto la consolazione di aver giocato una buona partita, seppur senza la fiammata giusta in avanti. Eppure alla Ekaterinburg Arena nella prima parte di gara l’aveva fatta decisamente da padrona la noia.

Un Egitto orfano del suo capitano, Momo Salah seduto in panchina, si è mosso bene a livello difensivo approfittando di tanto in tanto di alcune ripartenze e dei tanti errori dei giocatori uruguayani, ma non ha prodotto pericoli per l’ex laziale Muslera. Il muro eretto da Hector Cuper ha retto abbastanza bene l’urto contro un Uruguay che non è mai riuscito a pungere e i suoi due terminali di fuoco più pericolosi, Cavani e Suarez, si sono visti solo a sprazzi: El Matador ci ha provato una sola volta dalla distanza chiamando alla facile parata a terra El Shenawy, mentre El Pistolero ha avuto tra i piedi l’occasione più ghiotta: al 24′ l’attaccante del Barcellona ha provato la girata a pochi passi dalla porta ma ha calciato malissimo centrando solamente l’esterno della rete. Poca qualità anche in mezzo al campo dove l’interista Vecino e lo juventino Bentancur solo di rado hanno cercato la verticalizzazione e non hanno mai cercato l’inserimento, al punto che a creare la superiorità numerica della Celeste – oggi in completo bianco – in un paio di occasioni ci ha dovuto pensare capitan Godin uscito con fare imperioso dalla difesa. Nei primi secondi della ripresa, seconda palla gol clamorosa per Suarez che, servito in maniera meravigliosa dal piatto destro di Cavani, stavolta ha trovato la provvidenziale mano destra di  El Shenawy a dirgli di no. Primo sussulto di una partita che si è finalmente vivacizzata un po’ rispetto al primo tempo, complici anche due squadre che con il passare dei minuti si sono allungate. Poco dopo il quarto d’ora, Tabarez ha provato a dare più vivacità ai suoi cambiando gli esterni per cercare maggiori soluzioni e servire il duo Cavani-Suarez, troppe poche volte chiamato in causa fino a quel momento, ma a tentar fortuna è stato l’Egitto che con il passare dei minuti ha preso confidenza e al 27′ ci ha provato con la botta dalla distanza di Fathi bloccata da Muslera. Sul capovolgimento di fronte ancora un super El Shenawy ha neutralizzato l’uno contro uno con Suarez, servito ancora dall’assist-man Cavani. A ruoli invertiti è stato Suarez a servire Cavani a sette minuti dal termine, ma la gran conclusione al volo del giocatore del Paris Saint-Germain ha trovato ancora sulla sua strada El Shenawy. Un palo ha negato la rete su  punizione a Cavani a due minuti dal termine, ma al 90′ è stato Gimenez a sfondare il muro egiziano finalizzando di testa una punizione-cross di Sanchez e a mettere di fatto la parola fine alla sfida.

Finale imprevedibile anche a San Pietroburgo, dove l’Iran supera al 94′ il Marocco grazie a una clamorosa autorete di Bouhaddouz: la sfida ha inaugurato il girone B dei Mondiali, lo stesso nel quale si sfideranno Spagna e Portogallo.
(ITALPRESS).

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