C’è chi, dopo una finale dei Mondiali persa, si lecca le ferite. Chi fa i complimenti agli avversari. E poi c’è l’Argentina, dove più di qualcuno ha pensato che la soluzione migliore fosse… chiedere di rigiocare la partita con la Spagna.
A meno di una settimana dall’1-0 con cui la Spagna si è laureata campione del mondo, una petizione pubblicata su Change.org ha già raccolto oltre 90 mila firme per convincere la Fifa ad annullare il risultato e far disputare nuovamente la finale. Motivo? L’arbitro sloveno Slavko Vinčić avrebbe inciso sull’esito dell’incontro.
Naturalmente la petizione non porta prove di errori così clamorosi da giustificare una decisione senza precedenti. E, naturalmente, non ha alcun valore sportivo. Ma basta a confermare l’impressione che, da queste parti, perdere continui a essere uno sport molto meno praticato che vincere.
Mondiali, il presidente Milei soffia sul fuoco
Ad alimentare il clima ci ha pensato anche Javier Milei. Altro che autocritica. Per il presidente argentino il problema non è la sconfitta, ma gli altri. “Ci criticano perché siamo attraenti, non passiamo inosservati e siamo bravi in quasi tutto”, ha scritto sui social. Traduzione: se gli argentini protestano non è perché non sanno perdere, ma perché il resto del mondo li invidia. Una teoria suggestiva, anche se difficilmente convincerà la Fifa a rimettere in calendario la finale mondiale.
De la Fuente sulle aggressioni degli argentini nel post partita: “Intollerabile e inaccettabile
Nel frattempo, però, c’è chi quella finale l’ha vinta e ha assistito incredulo al dopopartita. Il commissario tecnico spagnolo Luis de la Fuente non ha usato giri di parole per commentare gli scontri tra alcuni giocatori argentini e gli spagnoli Rodri, Gavi, Dani Olmo ed Eric Garcia: “Intollerabile e inaccettabile”. Poi ha rivendicato il comportamento dei suoi: “Abbiamo mantenuto calma e lucidità”. Tradotto: qualcuno festeggiava la Coppa, qualcun altro aveva ancora voglia di regolare i conti.
La Fifa ha aperto un’indagine sugli episodi del post partita. Ma il presidente Gianni Infantino, quasi a voler spegnere l’incendio prima che divampi, ha inviato ieri un’affettuosissima e calorosissima lettera al numero uno della federazione argentina, Claudio Tapia, congratulandosi per il “magnifico risultato” dell’Albiceleste e per il contributo dato al successo del torneo.
Reclamo formale della Norvegia sul caso Balogun
Una carezza diplomatica che arriva, però, nel momento peggiore. Perché proprio mentre Infantino distribuisce complimenti, continua a inseguirlo il caso Balogun. La Norvegia ha annunciato un reclamo formale chiedendo alla Fifa di fare finalmente chiarezza sulla revoca del cartellino rosso all’attaccante degli Stati Uniti, arrivata – secondo quanto emerso – dopo una telefonata di Donald Trump al presidente della Fifa.
La numero uno della federazione norvegese, Lise Klaveness, chiede una cosa molto semplice: che Infantino ammetta di aver sbagliato. Una richiesta decisamente più fondata di quella di rigiocare una finale mondiale.
Così il Mondiale 2026 continua a regalare polemiche anche dopo aver consegnato la Coppa. Da una parte c’è chi prova a riscrivere il risultato sul sito di una petizione. Dall’altra chi chiede conto delle interferenze della politica nelle decisioni arbitrali. Le prime faranno sorridere. Le seconde, molto meno.