Una maxi-operazione contro presunti appartenenti ai clan Perfetto, Lago ed Esposito-Marsicano, che ha portato in carcere 28 persone, ma nella conferenza stampa del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ieri è stato un altro il numero a pesare più di tutti: quasi 1.500.
Cioè quello delle richieste di custodia cautelare che la Procura ha depositato e che restano ferme all’ufficio gip del Tribunale. A settembre, ricorda Gratteri, erano circa 1.300, ma “a dicembre arriveremo anche a 2.000 richieste”. E senza risposte, avverte, “potenziali criminali restano in strada”.
Mancano i magistrati
Il motivo del ritardo è aritmetico. “All’ufficio gip mancano dieci magistrati”, spiega il procuratore, che a settembre, all’insediamento del nuovo presidente del Tribunale, aveva avanzato due proposte: spostare giudici dal collegio all’ufficio gip e proseguire le udienze anche il pomeriggio.
“Purtroppo a oggi non ho notizie di questi cambiamenti. Non c’è nessun gip in più”. A giugno si contavano 47 posti in pianta organica e 41 giudici in servizio, destinati a scendere a 39 da settembre.
“I gip non possono reggere questi ritmi”
Nessuna accusa ai colleghi. “L’ufficio gip lavora tantissimo, sono dei magistrati bravissimi, ma non possono reggere il ritmo della Procura che sta producendo più di prima”, dice Gratteri. Nel 2025 sul 2022, sostiene, la Procura ha raddoppiato o triplicato il lavoro con lo stesso numero di magistrati.
“Ne ho parlato con chi ha competenza”
Poi l’avviso: “Se qualcuno non mette mano a questa situazione, non ci ascolta e non prende posizione, vedrete che il numero aumenterà. Stiamo dicendo queste cose con lealtà. Prima di parlarne pubblicamente ho parlato privatamente con chi di competenza”.
E a chi agita l’allarme sulla città: “Qualcuno non può parlare di stese e problemi di sicurezza della città di Napoli perché noi la nostra parte la stiamo facendo”. Per il procuratore la situazione non è fuori controllo. Chi deve rispondere, Gratteri non lo nomina.
L’inchiesta
Intanto una delle richieste è andata in porto. All’alba la Squadra Mobile diretta da Mario Grassia ha eseguito 28 ordinanze in carcere contro presunti appartenenti ai clan Perfetto, Lago ed Esposito-Marsicano. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, dalla droga alle armi, anche da guerra. L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Sergio Amato, era partita nel novembre 2024 dopo una bomba contro l’abitazione di Antonio Lago. La gip Rosaria Dello Stritto, in quasi 600 pagine, ha firmato 28 misure sulle 40 chieste dai pm.
“‘O Piccirill” a capo di tutto
Al centro c’è Mattia Perfetto, 24 anni, “‘O Piccirill”. Secondo gli inquirenti, tornato in libertà nel dicembre 2024, ha riorganizzato ciò che restava del clan Marfella e ha preso il sopravvento sui Lago e sugli Esposito, impegnati in una faida.
La base sarebbe un bunker blindato in via Torricelli 352, dove abita: droga spacciata 24 ore su 24, con i pusher su turni da otto ore. Dalle altre piazze del quartiere pretenderebbe fino al 50% dei guadagni. Il braccio destro sarebbe Mario Fiscarelli, detto “Mellone”, tramite cui passerebbero gli ordini per lo spaccio e per le stese.
Almeno 13 le stese ordinate dai clan
Gratteri ne conta 13. In quella del 15 ottobre un passante che aspettava l’autobus per andare al lavoro è stato colpito a un occhio, perdendolo. Nell’ordinanza ci sono le minacce attribuite a Perfetto contro le vittime del pizzo: “Pigliami la pistola, ohi’… fammi sparare a ‘stu scem…”, e ancora: “Voglio i 5000 euro, non voglio sapere niente oppure vattene da Pianura”. E c’è una lettera anonima arrivata in Procura, indirizzata a Gratteri con grafia stentata, che indicava l’indirizzo della piazza di via Torricelli, Perfetto come capo e Fiscarelli come luogotenente.