No alla trascrizione delle nozze gay, è bufera sul giudice del Consiglio di Stato. L’accusa: “è una toga cattolica”. Lui replica: “ho solo applicato la legge”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un polverone clamoroso quello che si sta sollevando in seguito alla decisione del Consiglio di Stato sulla trascrizione delle nozze gay all’estero. I giudici amministrativi di secondo grado, ribaltando la decisione del Tar, hanno annullato il registro del comune di Roma. La bufera si è scatenata perché il giudice che ha emesso la sentenza sul suo profilo Facebook si dice “giudice, cattolico”. Carlo Deodato però spiega: “Ho solo applicato la legge”.

Sul campo politico esprime soddisfazione il ministro Angelino Alfano: “L’anno scorso la mia circolare sul divieto di trascrizione nozze gay contratte all’estero: polemiche, aggressioni talvolta violente e una pioggia di ricorsi. Adesso il Consiglio di Stato mi dà ragione su tutta la linea: i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono previsti dalla legge italiana, pertanto le trascrizioni fatte dai indaci sono illegittime e la vigilanza è di competenza dei Prefetti. Molto bene”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Lega & soci altamente inquinanti

Mentre in Germania per la prima volta i Verdi superano nei sondaggi i conservatori della Merkel, in Italia una destra rimasta all’uomo di Neanderthal fa disperatamente opposizione per non inserire la difesa dell’ambiente nella Costituzione. La proposta sostenuta fortemente dai 5 Stelle è stata sotterrata

Continua »
TV E MEDIA