Nuovo regolamento Ue sui rimpatri: a parole liberali e cristiani, ma poi Forza Italia ha votato a favore insieme a Vannacci

Rimpatri, sul regolamento Ue Forza Italia vota come Vannacci. E contro la linea del Papa. Che boccia la remigrazione: non è cristiana

Nuovo regolamento Ue sui rimpatri: a parole liberali e cristiani, ma poi Forza Italia ha votato a favore insieme a Vannacci

Il 17 giugno il Parlamento europeo ha licenziato il regolamento rimpatri: 418 voti a favore, 218 contrari, 30 astenuti. In quei 418 c’è Forza Italia, e accanto a Forza Italia c’è il gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane, la famiglia dell’AfD tedesca dove siede Roberto Vannacci. Stesso sì, stesso tabellone.

Per mesi gli azzurri hanno spiegato di essere un’altra cosa. Liberali, cristiani, europeisti, gente di Partito popolare. Antonio Tajani ha ripetuto che Forza Italia è «una grande forza liberale», ha spostato la barca verso il centro, ha corteggiato perfino Carlo Calenda per allargare il campo dei moderati. In casa il partito ha messo la faccia su qualche battaglia di marca liberale, dal fine vita alla riforma della prescrizione, e ha fatto del garantismo la propria cifra. Tutto legittimo, perfino sincero. Solo che la prova del nove non era un convegno tra moderati: era il tabellone di Strasburgo. E sul voto che contava davvero quei distinguo sono evaporati in un pomeriggio.

Il cordone che si scioglie

A Strasburgo è saltato l’argine che a Bruxelles chiamavano cordone sanitario, quello che teneva l’estrema destra fuori dalle decisioni vere. Il regolamento è passato con i popolari del Ppe insieme ai conservatori dell’Ecr di Fratelli d’Italia, ai Patrioti della Lega e ai sovranisti dell’Esn, il gruppo nato attorno all’Afd. Una maggioranza che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen non controlla, e che sull’immigrazione si salda a destra.

Conviene capire cosa hanno votato i liberali. Il testo consente di trattenere chi riceve un ordine di rimpatrio fino a 24 mesi, prorogabili a 30. Apre i return hub, centri di detenzione in Paesi terzi sul modello dei due centri albanesi di Gjader e Shengjin. Autorizza le perquisizioni nelle abitazioni private. Cancella la sospensione automatica dell’espulsione quando il migrante fa ricorso, e lascia la tutela alla valutazione caso per caso dei giudici. Trenta mesi di detenzione amministrativa e ispezioni domestiche, votati da chi si dice garantista. Del resto, quando in ballo ci sono i migranti, il garantismo azzurro prende le ferie.

Cristiani fino al tabellone

Mentre l’aula approvava, gli eurodeputati di destra scandivano «send them back», e dai banchi opposti partivano grida di vergogna. Vannacci, che la Lega l’ha lasciata il 3 febbraio per fondare Futuro Nazionale, ha festeggiato sui social riassumendo il suo voto in una parola: «Remigrazione». La stessa che la sua costituente romana ha appena scritto nel programma, presa di peso dall’AfD.

C’è un dettaglio che rende la scena più nitida. Dal centrodestra Vannacci è trattato da appestato: il sottosegretario leghista Nicola Molteni gli ricorda che il governo non prende lezioni da chi ieri stava in maggioranza e oggi siede con l’opposizione, da Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ripete che chi vota contro Giorgia Meloni non è un alleato. Poi, sul regolamento, votano tutti dalla stessa parte. Il reietto e i moderati, l’Esn dell’AfD e il Ppe di Tajani.

E i cristiani? A Castel Gandolfo, sul tema della remigrazione, Papa Leone XIV ha tagliato corto: dire «lo mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema» non gli sembra una risposta cristiana. Forza Italia, che del cristianesimo fa un vessillo identitario, ha votato il provvedimento che l’estrema destra festeggia come l’inizio della remigrazione. Il Papa da una parte, il voto azzurro dall’altra.

Poi c’è l’aritmetica, impietosa con tutti. Nel 2024 l’Unione ha emesso 453.840 ordini di espulsione e ne ha eseguiti 119.155, poco più di uno su quattro, dati Eurostat. L’Italia, nel 2025, di rimpatri ne ha eseguiti 6.772, numero del Viminale. Trenta mesi di gabbia e perquisizioni in casa non spostano quelle cifre: servono a far sembrare più dura una macchina che resta inceppata. Forza Italia ha barattato la sua diversità per un posto su quel tabellone. Liberale e cristiana, dice.