La Sveglia

Occhi su Gaza, diario di bordo #76

A Gaza la pioggia รจ stata piรน rapida delle risoluzioni. Nelle ultime ventiquattro ore le tende di Khan Yunis e Deir al-Balah sono crollate sotto il vento, i campi dellโ€™Unrwa allagati, diciotto siti dichiarati โ€œinabitabiliโ€. Alla parrocchia della Sacra Famiglia, piรน di quattrocento persone cercano riparo mentre i vicoli intorno diventano fango. Eppure lโ€™IDF ha confermato nuovi colpi dโ€™artiglieria nella zona centrale: il โ€œcessate il fuoco sostanzialeโ€ si incrina fra le sirene e lโ€™acqua che entra dai teloni sfondati.

La situazione sanitaria precipita: lโ€™Oms parla di cinquemila bambini in lista dโ€™attesa per interventi essenziali, gli ospedali da campo giordani ed egiziani sospendono attivitร  per mancanza di carburante, la diarrea infantile supera i diciassettemila casi settimanali. La guerra resta nel corpo dei bambini piรน di qualunque voto al Palazzo di Vetro.

Dalle carceri arrivano notizie ancora peggiori. Medici per i Diritti Umaniโ€“Israele aggiorna a novantotto i morti in custodia dal 2023 e segnala altre quattordici persone scomparse senza notizie alle famiglie. Ex detenuti rilasciati ieri raccontano acqua razionata, luce accesa ventiquattrโ€™ore, numeri al posto dei nomi. Sul piano politico Netanyahuรฌ ha ribadito che Israele manterrร  la โ€œresponsabilitร  di sicurezzaโ€ su Gaza ยซper tutto il tempo necessarioยป, smentendo nei fatti lโ€™architettura negoziale in discussione.

Ai valichi, la normalitร  รจ lโ€™intermittenza: Kerem Shalom ha aperto solo per sette ore, chiudendo con duecento camion di aiuti bloccati lato egiziano, comprese le macchine destinate alla ricerca degli ostaggi. E lโ€™Europa manda segnali opposti: Berlino riapre allโ€™export militare, mentre Dublino definisce la mossa ยซincompatibile con le garanzie umanitarieยป.

In questo scenario, il voto dellโ€™Onu esta un esercizio lontano. La realtร , qui, non aspetta i verbali.