A Gaza la pioggia รจ stata piรน rapida delle risoluzioni. Nelle ultime ventiquattro ore le tende di Khan Yunis e Deir al-Balah sono crollate sotto il vento, i campi dellโUnrwa allagati, diciotto siti dichiarati โinabitabiliโ. Alla parrocchia della Sacra Famiglia, piรน di quattrocento persone cercano riparo mentre i vicoli intorno diventano fango. Eppure lโIDF ha confermato nuovi colpi dโartiglieria nella zona centrale: il โcessate il fuoco sostanzialeโ si incrina fra le sirene e lโacqua che entra dai teloni sfondati.
La situazione sanitaria precipita: lโOms parla di cinquemila bambini in lista dโattesa per interventi essenziali, gli ospedali da campo giordani ed egiziani sospendono attivitร per mancanza di carburante, la diarrea infantile supera i diciassettemila casi settimanali. La guerra resta nel corpo dei bambini piรน di qualunque voto al Palazzo di Vetro.
Dalle carceri arrivano notizie ancora peggiori. Medici per i Diritti UmaniโIsraele aggiorna a novantotto i morti in custodia dal 2023 e segnala altre quattordici persone scomparse senza notizie alle famiglie. Ex detenuti rilasciati ieri raccontano acqua razionata, luce accesa ventiquattrโore, numeri al posto dei nomi. Sul piano politico Netanyahuรฌ ha ribadito che Israele manterrร la โresponsabilitร di sicurezzaโ su Gaza ยซper tutto il tempo necessarioยป, smentendo nei fatti lโarchitettura negoziale in discussione.
Ai valichi, la normalitร รจ lโintermittenza: Kerem Shalom ha aperto solo per sette ore, chiudendo con duecento camion di aiuti bloccati lato egiziano, comprese le macchine destinate alla ricerca degli ostaggi. E lโEuropa manda segnali opposti: Berlino riapre allโexport militare, mentre Dublino definisce la mossa ยซincompatibile con le garanzie umanitarieยป.
In questo scenario, il voto dellโOnu esta un esercizio lontano. La realtร , qui, non aspetta i verbali.