Omicidio Vassallo, i fratelli del sindaco pescatore di Pollica ucciso nel 2010 chiedono nuove indagini. “Non siamo più disposti ad aspettare ancora”

Angelo Vassallo
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“Non conoscendo, per via del segreto investigativo, lo stato del procedimento delle indagini della Procura di Salerno sull’omicidio di nostro fratello, di concerto con il nostro legale Antonio Ingroia, abbiamo depositato un’istanza di impulso delle indagini o, qualora il procedimento in questione fosse stato archiviato, la riapertura delle indagini sui depistaggi e sulle coperture che hanno favorito gli assassini di nostro fratello”. È quanto afferma Dario e Massimo Vassallo, fratelli di Angelo Vassallo (nella foto), il sindaco pescatore di Pollica assassinato nel 2010.

“Ribadiamo – sottolineano i fratelli di Vassallo – la nostra fiducia nella magistratura e siamo certi che la Procura farà di tutto perché la verità venga alla luce. Dopo più di dieci anni dal delitto di nostro fratello non siamo però più disposti ad aspettare ancora perché si abbiano Verità e Giustizia”.

Vassallo fu ucciso la sera del 5 settembre 2010, ad Acciaroli, una delle frazioni di Pollica, mentre stava rientrando a casa alla guida della sua auto. Il sindaco fu freddato da uno o più attentatori, la cui identità, nonostante le indagini (leggi l’articolo), è tuttora ignota. Contro di lui furono esplosi nove proiettili calibro 9, sette dei quali andarono a segno uccidendolo. Benché allo stato la matrice dell’attentato sia ignota, la Procura di Salerno ha avanzato l’ipotesi che il delitto sia stato commissionato dalla camorra.

Vassallo, durante i suoi tre mandati da sindaco tra il 1995 e il 2010, si era molto impegnato sul fronte ambientale con azioni che erano viste dalla camorra come un ostacolo al controllo del porto che le avrebbe garantito libertà nei commerci illegali di droga.