A pensare male si fa peccato ma spesso si indovina, diceva Giulio Andreotti. E tanta saggezza ci viene in soccorso per spiegare la visita di ieri di Giorgia Meloni a Niscemi. Si tratta della terza visita della premier, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio che ha colpito la città siciliana. La decisione di portare oggi in Consiglio dei ministri due provvedimenti per Niscemi sa tanto di propaganda e potrebbe essere funzionale a gettare fumo sulle altre misure destinate ad approdare, sempre oggi, a Palazzo Chigi. Vale a dire un’ulteriore proroga del taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno – come ha anticipato il ministro Giancarlo Giorgetti – e un pacchetto di misure per sostenere il comparto dell’autotrasporto, per scongiurare il blocco annunciato dal 25 al 29 maggio.
Passerella a Niscemi di Meloni per promuovere l’ennesimo spot
“Quello che siamo qui per dirvi è che siamo, con tempi che sono abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse” stanziate con il decreto legge di febbraio: “Domani (oggi, ndr) abbiamo un altro Consiglio dei ministri e vorremmo licenziare due programmi ciascuno di 75 milioni, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case” dell’area colpita dalla frana di Niscemi, ha detto la premier. Che ha incontrato al consiglio comunale una delegazione di sfollati. “Stiamo facendo la differenza – ha detto Meloni – rispetto al 1997 quando gli interventi non vennero programmati e ancora oggi addirittura stiamo pagando gli indennizzi”.
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Mini-proroga bluff del taglio delle accise
Oggi scadrà il terzo taglio delle accise, quello deciso dal Cdm di fine aprile e articolato in due tempi: un decreto legge, varato lo stesso 30 aprile, che ha coperto la misura fino al 10 maggio, e un decreto ministeriale Mef-Mase dell’8 maggio che ha finanziato il periodo successivo, fino appunto al 22 maggio. Dopo le modifiche di fine aprile, le riduzioni sono differenti per benzina e gasolio: sulla prima, lo sconto ammonta a 6,1 centesimi al litro, mentre per il gasolio vale 24,4 centesimi.
I tecnici sono al lavoro anche sulle misure per l’autotrasporto, che saranno discusse con le principali associazioni del trasporto merci nel tavolo convocato a Palazzo Chigi subito prima del Cdm. L’ipotesi principale è la proroga del credito d’imposta. Dovrebbero esserci anche misure per il trasporto pubblico locale. E anche un provvedimento a favore dell’ex-Ilva.
Opposizioni in trincea
“Mentre la benzina supera i 2 euro al litro e il costo della vita continua a crescere, il governo Meloni è a caccia di risorse per finanziare l’ennesimo decreto per tagliare le accise. Si susseguono provvedimenti spot con coperture ogni volta diverse e ogni volta discutibili, senza che si intervenga su quello che è il vero problema strutturale: il costo dei beni di prima necessità, che continua ad aumentare senza che nessuno faccia nulla”, ha dichiarato il dem Vinicio Peluffo.