Bene l’alleanza con il Pd, ma la Raggi non si tocca. Liuzzi: “Impensabile che il M5S abbandoni il sindaco della Capitale”

Pd Raggi Liuzzi
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“Durante il Governo Conte II abbiamo lavorato molto bene con il Pd, che ci ha permesso anche di conoscerci e confrontarci”. Ecco perché “l’incontro tra Letta e Conte è stato un primo passo importante e sono contenta sia avvenuto a così breve distanza dall’investitura del segretario del Pd, segno di grande attenzione verso il Movimento”. Parole di soddisfazione e ottimismo quelle della deputata M5S Mirella Liuzzi dopo il primo summit tra il segretario Pd e il leader dei 5 stelle.

Summit cui ne seguiranno altri…
Giusto che abbiamo cadenza fissa perché sarà l’unico modo per ottenere risultati importanti a partire della amministrative 2021. Sono entrambi due ex premier che hanno ben presente quali sono i margini e le difficoltà di essere al Governo.

Di fatto è la nascita di un’alleanza strutturale tra Pd e Cinque stelle…
L’alleanza deve nascere innanzitutto sui temi e comunque ognuno deve mantenere la propria autonomia come è giusto che sia. Con la nascita del Governo Draghi, Beppe Grillo ha avuto il pregio di aver dato alla politica un orizzonte temporale a lungo termine, quello del 2050, legato alla transizione ecologica e digitale. Nessun partito si può permettere il lusso di non affrontare i cambiamenti climatici, il salario minimo o le mutazioni del mondo del lavoro. Il M5S parla di questi argomenti da sempre e ora tutta la politica ha colto l’importanza di lavorare soprattutto per le generazioni future.

Resta però la grana Roma: Pd e 5 Stelle andranno divisi. O crede che alla fine dovrete cedere su Virginia Raggi nonostante l’investitura di Grillo?
Ho sempre avuto una grandissima stima di Virginia Raggi, una donna che ha attraversato indenne ogni tipo di speculazione giornalistica e accusa politica. E’ chiaro che ci sono e ci saranno alcune città dove sarà più complicato e richiederà sforzo maggiore trovare un percorso comune, ma non è nemmeno per un momento pensabile che il M5S abbandoni il Sindaco della capitale d’Italia con il bagaglio di esperienza e di responsabilità che ha acculato.

Letta però non ha chiuso a Renzi. Iv è parte anche di questa maggioranza. Per il futuro immagina un’intesa anche con Renzi?
Sia Letta che Conte sono stati costretti alle dimissioni per accordi e lealtà venuta a mancare proprio da Renzi, che tra un passaggio all’altro, ha anche deciso di fondare un suo partito. Non si tratta solo di fiducia che è venuta meno, ma anche, in questo caso capire quali programmi si vogliono portare avanti. Non credo, ad esempio, che l’idea di giustizia di Italia Viva coincida con quella portata avanti dal Movimento 5 Stelle.

Un’ultima domanda sul governo Draghi. Ad oggi tra condoni e stallo sulla giustizia non pare che il Movimento abbia inciso in maniera forte. È solo un errore di percezione?
Si tratta di un governo di unità nazionale che ha come base il piano vaccinale, il dramma sociale e lavorativo generato da questa pandemia e la presentazione e l’attuazione del Pnrr. Abbiamo sentito la responsabilità di dare risposte immediate al paese. Al momento il reddito di cittadinanza è stato confermato e potenziato, l’impostazione del Pnrr del Governo Conte II è rimasta intatta, il Presidente Draghi ha confermato che non c’è motivo per accedere al Mes e stiamo attuando l’ambizioso progetto del Ministero della Transizione Ecologica. Mi sembrano tutti temi di primissimo piano in cui il M5S è protagonista.