Penna, carta e calamaio. Il bando farsa dell’Inps per trovare il nuovo capo ufficio stampa

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di Stefano Sansonetti

Per carità, magari non ci sarà bisogno di intingere il pennino dell’inchiostro. Ma i 200 candidati saranno comunque costretti ad affrontare la prova scritta con carta e penna. Il che, alla vigilia del 2016, fa un po’ ridere. Il palcoscenico di riferimento è quello dell’Inps, l’ente di previdenza guidato da quel Tito Boeri in questi ultimi mesi per niente morbido nei confronti del Governo. Il fatto è che l’Inps cerca un nuovo capo ufficio stampa. Così il 2 dicembre scorso la direzione generale dell’ente pubblica il messaggio n. 7263 con cui viene indetta una procedura selettiva per individuare la figura. C’è innanzitutto una prova scritta, si può leggere nel messaggio, che servirà ad accertare “la conoscenza tra l’altro del ruolo storicamente svolto dall’Inps, nonché la capacità di redazione di comunicati e di coordinamento e gestione dei flussi delle informazioni riferite all’Istituto da e verso l’esterno”.

IL PASSAGGIO
Bene, anche se si fa un po’ fatica a capire in che modo in uno scritto si possa dar prova di capacità di coordinamento e gestione di flussi di informazioni. In ogni caso si fissa la data della prova scritta al 18 dicembre (oggi). I candidati, a quel punto, cominciano a far pervenire all’indirizzo pec dell’Inps il curriculum con carta d’identità e numero di telefono. Passano giorni ma non arriva nessuna mail di risposta. I candidati cominciano a chiedere lumi. Forse qualcosa non è andata per il verso giusto, magari a causa della gran quantità di candidature. E infatti l’Inps è costretto a pubblicare un altro messaggio (n. 7410), datato 14 dicembre, la cui sostanza è però simile a quella del primo, con un minipasticcio in più. Vi si legge infatti che la prova scritta, oltre alla capacità di redazione dei comunicati, consisterà nella verifica della capacità “di redazione di rassegne stampa”. Scompare invece il riferimento al profilo storico dell’Inps. Anche qui, in ogni caso, un po’ di fatica interpretativa emerge: in che modo si verifica con una prova scritta la capacità di “redigere” una rassegna stampa? Anche perché, volendo essere rigorosi nell’interpretazione letterale, una rassegna stampa non si redige.

L’EPILOGO
Sta di fatto che il 16 dicembre i candidati ammessi allo scritto ricevono un sms di convocazione per oggi (ma non era più logico rispondere loro tramite e-mail?). Lo stesso giorno viene pubblicato sul sito internet dell’Inps un terzo messaggio (n. 7460), con la lista dei 200 ammessi allo scritto, verosimilmente usciti fuori da una scrematura effettuata sulla base del curriculum. Ma il piatto forte della procedura non è scritto né nel primo, né nel secondo messaggio. Si dà infatti il caso che oggi i 200 candidati svolgeranno la prova scritta con carta e penna. Proprio così. Sul punto l’Inps, contattato da La Notizia, ha spiegato che non si poteva fare diversamente, “visto che l’alto numero dei partecipanti non ha dato la possibilità di attrezzare postazioni con il pc”. E con l’ “innovatore” Boeri è pronta a prendere il via una prova che tutto è fuorché 2.0.

Twitter: @SSansonetti