Pioggia di no da Bruxelles alle richieste di Roma sull’energia

Sulla richiesta per avere ulteriore flessibilità contro il caro energia il governo di Roma continua a incontrare muri in Europa

Pioggia di no da Bruxelles alle richieste di Roma sull’energia

L’Italia incassa il primo via libera della Commissione Ue sulla richiesta di attivazione della clausola per l’energia e la difesa. Ora il fascicolo passa al Consiglio, che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo. Ma sull’altra richiesta per avere ulteriore flessibilità contro il caro energia, su cui stanno facendo pressione Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, il governo di Roma continua a incontrare muri.

Pioggia di no da Bruxelles alle richieste di Roma sull’energia

“Dobbiamo proteggere le famiglie, le imprese, tutti gli europei dai costi dello shock energetico. Allo stesso tempo dobbiamo preservare la credibilità fiscale del nostro quadro di regole”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis. “Non sono favorevole a modificare le regole, soprattutto in risposta, ad esempio, agli attuali prezzi dell’energia, sapendo anche che si tratta di uno shock dell’offerta”, ha detto il ministro delle Finanze belga Vincent van Peteghem.

“Comincio a essere piuttosto stanco di questa discussione. Ogni volta che si presenta un problema sento sempre la stessa cosa: ‘modifichiamo le regole fiscali’. Aggiungere debito al debito rende i problemi più grandi. Dobbiamo spendere meno e fare riforme. Fuggire dai problemi non è la soluzione”, ha dichiarato il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen. “Abbiamo appena rivisto le regole fiscali europee”, ha tagliato corto il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil. “Non possiamo introdurre continuamente nuove flessibilità fiscali”, ha detto il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis.

Ad aprire solo l’odiata (dall’Italia) Spagna. “Vedremo in che cosa si tradurrà la proposta, ma siamo aperti a prenderla in considerazione”, ha detto il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo.