25 aprile, salta il convegno di Forza Nuova a Predappio: il sindaco dichiara inagibile la location e la Prefettura vieta l’evento

NeAPredappio, il 25 aprile, Forza Nuova voleva tenere il convegno dal titolo: "La fine dell'antifascismo". Autorizzazione negata

25 aprile, salta il convegno di Forza Nuova a Predappio: il sindaco dichiara inagibile la location e la Prefettura vieta l’evento

Il 25 aprile 2026, nell’ex capannone Caproni di Predappio Alta, Forza Nuova aveva organizzato un convegno intitolato “La fine dell’antifascismo”. Ieri sera la prefettura di Forlì-Cesena ha vietato l’iniziativa: l’area, l’ex stabilimento L’Arte, «versa in condizioni di grave e generale degrado e pericolosità» ed è priva di agibilità. Il sindaco di Predappio ha adottato un’ordinanza. Il capannone fu voluto da Mussolini nel Ventennio, nella sua città natale, per insediarvi l’azienda aeronautica Caproni. L’immobile è di proprietà di Domenico Morosini, nome noto nelle adunate in camicia nera: fu lui ad acquistare Villa Carpena, casa di campagna dei Mussolini, e ad aprirvi un museo dedicato al dittatore. Il titolo era già un programma. Il luogo era già un manifesto.

Il palco dei condannati

Roberto Fiore, fondatore e segretario di Forza Nuova, sarebbe stato il padrone di casa. Il tribunale penale di Roma lo ha condannato in primo grado, nel dicembre 2023, a otto anni e mezzo di reclusione per devastazione aggravata in concorso e istigazione a delinquere: sentenza sull’assalto alla sede della Cgil di corso d’Italia, il 9 ottobre 2021. Nelle motivazioni i giudici certificano che da parte di Fiore ci fu “manifesta incitazione e manifesta approvazione” all’assalto. Il processo è pendente in appello. Tra i relatori annunciati c’era Nick Griffin, già presidente del Partito Nazionale Britannico, condannato nel 1998 per incitamento all’odio razziale. E Ioannis Zografos, avvocato di Alba Dorata, il movimento neofascista greco sciolto dopo la condanna come organizzazione a delinquere.

Tra i nuclei tematici, accanto a massoneria, sionismo e Mercosur, figurava il “9 ottobre 2021”. La sede della Cgil devastata come argomento di dibattito. Gli organizzatori preannunciavano 150 presenze. Il giorno dopo i militanti avrebbero marciato al cimitero per commemorare la morte di Mussolini.

Il piano inclinato

Il convegno bloccato arrivava alla fine di un piano inclinato fatto riconoscibile anno dopo anno. Quest’anno Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha dichiarato a margine del Salone del mobile che da ministro della Difesa andava a rendere omaggio sia ai partigiani sia ai caduti della Repubblica Sociale Italiana al Campo X del cimitero monumentale. «Mi sembrava un momento doveroso di una pacificazione», ha spiegato. E lo rifarei. Partigiani e repubblichini sullo stesso piano: una formula che ritorna ogni aprile, ogni volta con un registro più alto.

Il governo Meloni ha ridotto i fondi ai luoghi della Memoria della Resistenza. Il contributo del ministero della Cultura, fissato per legge a 2,5 milioni di euro annui, è sceso con il decreto legge 33 del marzo 2026 a 1.819.738 euro: 363.947 euro per ciascuno dei cinque enti. Marzabotto, Fossoli, il Museo Cervi, Sant’Anna di Stazzema, la Risiera di San Sabba. Il campo di Fossoli perde quasi 87mila euro. Tagli inseriti in un decreto sui prezzi petroliferi, a marzo, a settimane dal 25 aprile.

Il presidente dell’Anpi di Forlì-Cesena, Miro Gori, aveva commentato: «Dire che l’antifascismo è finito è mettere una bomba a orologeria sulle basi di questa Repubblica». La portavoce di Forza Nuova Gloria Callarelli, piccata, aveva invece spiegato che a Predappio «vorremmo porre fine a questo algoritmo antifascista, che scatta tutte le volte che qualcuno la pensa diversamente». L’algoritmo. Il termine scelto per liquidare l’antifascismo dice di chi lo usa: non un valore fondante della Repubblica, non una scelta di campo costituzionale, ma un meccanismo da disattivare.

La Costituzione vieta la ricostruzione in qualsiasi forma del disciolto Partito fascista. Quella norma esiste. Il convegno è stato bloccato su parere unanime della prefettura, per inagibilità dell’edificio. Per ora il piano inclinato si è fermato su una questione di agibilità edilizia.

Il che, a pensarci, dice tutto.