Rai, braccio di ferro sulle nomine dei Tg. Si va verso il rinvio. Ma Berlinguer e Masi hanno i giorni contati

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Sembra proprio che Antonio Campo Dall’Orto voglia chiudere la questione nomine dei tg Rai a breve. Anche se dalle ultime news che trapelano da viale Mazzini sembra si vada verso un rinvio rispetto al cda di mercoledì alle ore 10. Tra i temi all’ordine del giorni c’è al primo punto il “Piano per l’offerta informativa: analisi e sviluppo progetto”. Non ci sono riferimenti alle nomine dei Tg anche se tecnicamente l’ordine del giorno può essere integrato fino a 24 ore prima della riunione. Dopo il piano informazione, l’ordine del giorno del cda prevede altri punti rimasti in sospeso dalla precedente riunione: la relazione dell’Internal Auditing, quella sul piano anticorruzione, lo stato finanziario dell’azienda e l’esame della situazione immobiliare. Sempre il 3 ci sarà la riunione della commissione di vigilanza Rai dove verrò discusso il piano editoriale e non più la discussione sulla fiction con Eleonora Andreatta. Il braccio di ferro è proprio tra Campo Dall’Orto e la vigilanza. Il direttore generale della Rai, infatti, vorrebbe chiudere sulle nomine dei tg subito. Ma la partita sembra più complicata del solito. Nonostante questo sembra avere le ore contate al vertice del Tg3 Bianca Berlinguer. Con 5 Stelle e il consigliere Carlo Freccero che da giorni stanno denunciando un tentativo di epurazione nei suoi confronti. Dovrebbe lasciare il Tg2 anche Marcello Masi. Mario Orfeo sembra dovrebbe restare sulla tolda di comando del Tg1.

Il dibattito politico è tutto sulle nomine. Sugli scudi Renato Brunetta e Maurizio Gasparri che in queste ore stanno urlando contro il Governo.  In un lunghissimo post su Facebook l’attacco di Brunetta: “#Rai #referendum In piena estate, come nella peggiore tradizione della tivù pubblica, sarebbero imminenti le nuove nomine dei direttori dei telegiornali Rai. Un repulisti che eliminerebbe, da quanto si apprende da notizie di stampa, le pochissime tracce di dissenso al presidente del Consiglio rimaste tra Viale Mazzini e Saxa Rubra. Una vera e propria epurazione ispirata da Renzi”, continua Brunetta, “da realizzare in gran fretta e senza alcun annuncio ufficiale da parte dei vertici, che, fatto ancora più grave, sono stati auditi la scorsa settimana in Commissione di Vigilanza Rai, e non hanno fatto alcun accenno a queste importantissime nomine. Campo Dall’Orto e Maggioni sono stati ben addestrati dal sempre più spudorato Renzi: procedere alle nuove nomine dei direttori dei telegiornali del servizio pubblico è un lavoretto da fare alla chetichella, sottotraccia. Il motivo è molto semplice: dopo le nuove nomine alle direzioni dei tg Rai, Renzi assumerà il controllo totale della tv pubblica silenziando forse l’unica voce critica rimasta, Bianca Berlinguer al Tg3, dopo la cacciata di Giannini da Ballarò e di Nicola Porro, conduttore di Virus. Tutto ciò accade nel bel mezzo di una campagna referendaria per la riforma costituzionale già iniziata da mesi a spron battuto, con il premier che sta già ampiamente imperversando su tutte le televisioni e che con le nuove nomine conta di avere la strada spianata verso la totale propaganda pro ‘Sì’. E’ questo l’ennesimo uso politico e personale della Rai da parte dello svergognato Renzi. Quanto il premier lanciava slogan ‘fuori i partiti dalla Rai’, evidentemente si riferiva agli altri partiti. Sta realizzando è una Rai-Pd. Altro che Erdogan…”. Esulta, invece, Gasparri per il rinvio delle nomine rispetto al cda di mercoledì. Sembra che di un rinvio si tratti.